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Economia 2 min di lettura5 giorni fa

Falconara cambia volto: l’ex area industriale dove nasce l’idrogeno verde

Nell’area dell’ex Montecatini-Montedison prende forma Oim: investimenti per oltre 60 milioni, impianto fotovoltaico dedicato e una capacità prevista superiore a 600 tonnellate l’anno.

Falconara Marittima, nell’Anconetano, sta ospitando un progetto che trasforma un vecchio sito industriale in un nodo per la transizione energetica. Nell’ex complesso Montecatini-Montedison è infatti nato l’Opificio idrogeno Marche, con lavori avviati a maggio 2025 su 4,5 ettari bonificati e un investimento complessivo che supera i 60 milioni di euro.


Un sito abbandonato diventa impianto

La nuova struttura sorge dove un tempo c’era un’area dismessa, oggi recuperata e riattivata con edifici storici ristrutturati, elettrolizzatori, compressori e serbatoi. Del finanziamento totale, 16,4 milioni arrivano dal Pnrr, mentre il resto è sostenuto dagli altri partner del progetto.

A promuovere l’iniziativa sono Renco e Pollarini Group, quest’ultimo proprietario dell’area e socio al 50%. Secondo chi guida il progetto, l’impianto punta a diventare uno dei riferimenti nazionali per l’idrogeno verde, con una filiera che unisce produzione, trattamento, stoccaggio e distribuzione.


Energia dal sole e rifornimenti in uscita

L’alimentazione arriva dal fotovoltaico, con 7,8 megawatt dedicati al sito e altri impianti con accumulo. Questa dotazione serve quattro elettrolizzatori, che separano l’acqua nei suoi componenti e consentono di ottenere idrogeno da impiegare soprattutto per i mezzi pesanti, compresi quelli del trasporto pubblico.

Le stime parlano di oltre 600 tonnellate l’anno. Dopo la produzione, il gas viene trattato, compresso e accumulato fino a 1.600 chili nel sito, poi caricato sui carri bombolai nelle baie di uscita.

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Da lì l’idrogeno raggiunge anche una stazione di servizio interna, pensata per auto, autobus e veicoli industriali. È su questo punto che Stefano Pollarini, presidente di Oim, ha insistito durante la presentazione: «Nel giro di un mese abbiamo tolto tutti i veli che nascondevano l’opera ed è un grande orgoglio per noi».


La promessa di un hub tecnologico

Pollarini ha spiegato che il progetto dovrebbe rafforzare competenze e know-how sul territorio, costruendo un polo tecnologico con un ruolo più ampio rispetto alla sola produzione. Nelle sue parole, lo stabilimento è tra i più grandi in Italia e rientra tra i pochi impianti considerati completi lungo l’intera catena operativa.

Il presidente di Oim ha anche sottolineato la combinazione tra fotovoltaico, elettrolizzatori e distributore, evidenziando come il sito sia già in grado di rifornire diversi tipi di veicoli. Il risultato è un’infrastruttura che unisce recupero industriale e nuova energia, proprio nel cuore di Falconara.

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