Fabbriche intelligenti, la svolta che ridisegna l’auto europea
Software, dati e nuove competenze stanno cambiando il modo di progettare, costruire e aggiornare i veicoli, con Italia e Germania al centro della sfida industriale.
La collaborazione fra aziende, università e territori può trasformare il patrimonio di competenze già disponibile in nuova capacità produttiva. Per Italia e Germania, la digitalizzazione diventa così uno strumento per difendere le filiere europee dalle pressioni della concorrenza globale.
«La sfida che mi pongo come manager non è soltanto contribuire a rendere le nostre aziende più competitive, ma riuscire a farlo continuando a investire nelle persone, nelle competenze e nella qualità del lavoro», ha affermato Andrea Sanguedolce.
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La fabbrica diventa un sistema connesso
Nel settore automobilistico, il cambiamento non riguarda più soltanto il prodotto finito. Il software interviene nella progettazione, accompagna le verifiche, coordina le attività degli impianti e consente di gestire con maggiore elasticità gli aggiornamenti dei veicoli.
Questa evoluzione porta a ripensare l’intero processo industriale: la capacità di innovare un’automobile dipende sempre più anche da come viene progettata, assemblata, collaudata e seguita dopo la vendita.
Una partita industriale da miliardi
Il peso della sfida emerge dal rapporto “Under pressure: Europe, Italy and Germany in a weaponised global economy”, curato da ISPI per AHK Italien e illustrato durante il 20° Forum Economico Italo-Tedesco. Italia e Germania contribuiscono insieme al 40% della produzione industriale dell’Unione europea.
L’analisi di 270 beni strategici attribuisce ai due Paesi il 18% delle esportazioni mondiali di macchinari avanzati e robotica. Nel campo della mobilità elettrica e dei trasporti, la quota sale al 28%.
In questo scenario opera il Gruppo DSA, realtà tecnologica tedesca attiva da oltre 46 anni nello sviluppo di programmi informatici, sistemi diagnostici, strumenti di prova e soluzioni per l’automazione. L’azienda conta più di 1.000 dipendenti distribuiti in 21 Paesi, supera i 120 milioni di euro di ricavi e fornisce tecnologie a oltre 300 stabilimenti, pari a più del 50% dei siti automobilistici mondiali.
L’Italia cerca il salto di qualità
Da marzo Sanguedolce è alla guida di DSA Italia, che punta a crescere attraverso lo sviluppo interno e nuove acquisizioni. Il progetto prevede la creazione, tra Piemonte ed Emilia-Romagna, di un polo dedicato alla progettazione e alla produzione per la clientela internazionale, facendo leva sulle competenze tecniche e sulle catene di fornitura locali.
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Il piano comprende circa 10 milioni di euro di investimenti, un rafforzamento delle attività di ricerca e sviluppo e nuove intese con atenei e partner industriali. In questa direzione si inserisce anche l’acquisizione di Sixtau, conclusa nell’ottobre scorso, con l’obiettivo di riunire capacità legate alle componenti fisiche e alle soluzioni informatiche.
Il confronto su questi temi si è svolto il 22 settembre al CIM4.0 di Torino, durante il DSA Tech Day 2026. L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle imprese, del mondo accademico e dell’industria per esaminare il rapporto tra sviluppo dei veicoli e produzione digitale.
La discussione ha coinvolto, oltre all’automobile, anche mobilità, aerospazio e manifattura avanzata. Il nodo comune è stato individuato nella continuità dei dati, che devono poter accompagnare il prodotto dalla fase di ideazione alla fabbrica e fino ai servizi successivi.
Dalla linea al post-vendita
Tra le soluzioni illustrate a Torino figura Automated Vehicle Marshalling, sistema che organizza il trasferimento dei veicoli autonomi fra reparti, aree di prova e piazzali. Le missioni vengono distribuite in base alle risorse disponibili, riducendo i tempi di attesa e gli interventi manuali.
PRODIS.PlantHUB svolge invece la funzione di centro digitale per la linea. La piattaforma mette in relazione risorse, lavorazioni e informazioni in tempo reale, verificando che ogni passaggio previsto per il singolo veicolo venga eseguito correttamente e migliorando efficienza, qualità e tracciabilità.
Per gli aggiornamenti su larga scala c’è PRODIS.YardFlash, che permette di programmare e gestire da un unico punto le campagne software su migliaia di mezzi. Ogni intervento resta registrato, così da rendere ricostruibili tutte le operazioni effettuate.
PRODIS.LCM completa il collegamento lungo la vita del veicolo: a ciascun mezzo viene associato un gemello digitale, aggiornato dalla progettazione fino alla fase successiva alla vendita. In questo modo informazioni tecniche e operative restano collegate durante produzione, utilizzo e assistenza.
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