Export italiano, l’oro svizzero cambia il volto ai numeri di agosto
Le vendite oltre i confini dell’Unione europea accelerano, ma il risultato dipende soprattutto da metalli preziosi e farmaci ad alto valore.
A trainare l’export italiano di agosto è soprattutto la Svizzera, dove le vendite hanno registrato un’impennata del 57% grazie in larga parte all’oro. Il dato contribuisce alla crescita complessiva delle esportazioni, aumentate del 9% nel mese, ma mostra anche quanto il risultato sia legato a poche voci dal valore particolarmente elevato.
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L’oro altera la lettura dei dati
Nei primi otto mesi dell’anno il commercio estero italiano ha raggiunto quota 443 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo precedente. L’aumento è stato più marcato verso i Paesi extra-Ue, dove ha toccato il 16,7%, mentre le vendite dirette in Europa si sono fermate a un più contenuto 1,6%.
Dietro questi numeri, tuttavia, i volumi risultano quasi invariati. La crescita deriva soprattutto dall’aumento dei valori unitari, saliti del 4,5%, e dall’andamento eccezionale dei metalli preziosi. In Svizzera, gli acquisti di prodotti italiani sono aumentati complessivamente del 41% nei primi otto mesi, con i metalli di base più che raddoppiati ad agosto e triplicati dall’inizio dell’anno, fino a 13 miliardi di euro.
Il principale impulso arriva dall’oro, spesso lavorato in lingotti, proveniente in particolare dal distretto di Arezzo. La provincia toscana ha segnato nel primo semestre un progresso dell’export di 8 miliardi, pari al 75%, mentre la categoria nazionale dei metalli ha guadagnato quasi 12 miliardi. Per i metalli preziosi, considerando i dati disponibili fino a giugno e un valore complessivo appena inferiore ai 20 miliardi, l’incremento rispetto al primo semestre del 2025 è stato di 9 miliardi, quasi un raddoppio.
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Farmaci forti, industria meno brillante
Un altro sostegno rilevante alle esportazioni arriva dalla farmaceutica. A Firenze, tra il primo semestre 2023 e quello del 2026, il valore delle vendite oltreconfine è triplicato, arrivando a 9 miliardi di euro: a incidere sono soprattutto le produzioni contro obesità e diabete realizzate nello stabilimento Eli Lilly di Sesto Fiorentino.
Se si escludono i metalli, però, il quadro dei primi otto mesi appare molto più debole. Macchinari e alimentare restano quasi fermi, mentre tessile-abbigliamento e arredamento registrano una contrazione; chimica e farmaceutica mostrano invece qualche segnale positivo, senza un’accelerazione generalizzata.
Tra i comparti più dinamici figurano le automobili, con una crescita a due cifre. Il confronto resta comunque influenzato dal risultato del 2025, anno chiuso dal settore con una diminuzione di quasi sette punti. Sul fronte degli acquisti dall’estero, infine, le importazioni di vetture dalla Cina sono quasi quadruplicate.
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