Ex Ilva, Taranto perde il lavoro e cerca risposte
Nel quartiere nato attorno all’acciaieria, il parroco racconta il peso di una crisi tra salute e occupazione
La crisi dell’ex Ilva ha investito Taranto e il quartiere sorto intorno allo stabilimento siderurgico. La riduzione delle attività lascia una comunità sospesa tra il timore per l’occupazione e le preoccupazioni sanitarie.
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Una comunità senza certezze
Le sorti dell’acciaieria hanno segnato per anni la vita del quartiere. Ora, mentre l’ex Ilva si avvia verso lo spegnimento, gli abitanti si trovano a fare i conti con la perdita di riferimenti economici e sociali.
Il rapporto con il siderurgico resta quindi ambivalente: da una parte il lavoro, dall’altra il tema della salute. È questa la frattura che attraversa la zona e alimenta il senso di smarrimento descritto nel viaggio a Taranto.
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Il peso delle parole del parroco
Il parroco restituisce il sentimento di una parte della comunità con una frase netta: «Qui abbiamo perso tutti». Il suo giudizio riassume la percezione di una sconfitta collettiva, senza vincitori tra chi difendeva l’occupazione e chi chiedeva maggiore tutela sanitaria.
Di fronte alla fase attuale dello stabilimento, il sacerdote esclude anche l’idea di una celebrazione: «Non c’è nulla da festeggiare». Nel quartiere restano così aperte entrambe le questioni che hanno accompagnato la storia dell’ex Ilva: il destino del lavoro e quello della salute.
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