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Economia 1 min di lettura54 min fa

Ex Ilva, la cordata italiana valuta l’uscita

Le 15 imprese guidate da Antonio Gozzi discutono ancora, mentre Jindal resta interessata e incombe la cassa integrazione.

La cordata italiana dell’acciaio potrebbe ritirarsi dalla procedura per l’ex Ilva di Taranto. Le 15 aziende che avevano manifestato interesse ad agosto non hanno ancora sciolto la riserva, a pochi giorni dal termine per le offerte vincolanti.

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La posizione delle imprese

Il gruppo si era mosso sotto il coordinamento di Antonio Gozzi, presidente di Federacciai. Ufficialmente il confronto tra le società è ancora aperto, ma gli investimenti richiesti per il rilancio dell’impianto starebbero raffreddando l’interesse della cordata.

L’eventuale rinuncia arriverebbe proprio nella fase che precede la scadenza fissata per la presentazione delle proposte definitive. Al momento, quindi, non è stata formalizzata alcuna offerta vincolante da parte delle imprese italiane coinvolte.

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Jindal resta in corsa

Tra i soggetti ancora interessati figura Jindal. La permanenza del gruppo indiano mantiene aperta la procedura per il futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto, mentre la cordata nazionale potrebbe farsi da parte.

Sul fronte dei lavoratori, l’unico elemento già definito riguarda la cassa integrazione. La misura resta il dato più concreto in una fase ancora segnata dall’incertezza sugli investimenti e sull’assetto industriale dell’ex Ilva.

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