Chimica italiana, costi alti e industria senza strategia
Energia cara e pressione cinese aggravano una difficoltà che mette in discussione le forniture per la manifattura nazionale
La chimica italiana attraversa una crisi strutturale che va oltre il rincaro del gas e rischia di incidere sulla capacità produttiva del Paese.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Una difficoltà che viene da lontano
L’eventuale riduzione delle quotazioni energetiche non sarebbe sufficiente, da sola, a risolvere il problema. Le imprese devono infatti fare i conti con costi elevati e con la concorrenza proveniente dalla Cina.
La questione riguarda il ruolo dell’Italia come Paese manifatturiero. Senza una politica industriale mirata, il rischio è perdere il controllo di produzioni necessarie a numerosi comparti.
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Le materie prime per l’industria
La chimica fornisce materiali utilizzati nella fabbricazione di plastiche, fertilizzanti e fibre. Gli stessi prodotti sono presenti nella componentistica destinata alle automobili e nei materiali impiegati dall’elettronica.
La crisi, quindi, non riguarda soltanto le aziende chimiche. La disponibilità nazionale di queste forniture condiziona una parte ampia della manifattura e pone il tema di ciò che il Paese deve continuare a produrre o almeno presidiare.
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