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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Ex Ilva, il caso dei rifornimenti fa esplodere la protesta: occupato il Colombo

Gli operai di Cornigliano hanno bloccato l’area partenze dell’aeroporto genovese dopo la richiesta di cassa integrazione avanzata dai commissari.

La vertenza dell’ex Ilva di Cornigliano ha raggiunto l’aeroporto di Genova. I lavoratori sono entrati nella zona imbarchi del Colombo e hanno annunciato l’occupazione dello scalo, contestando la richiesta di cassa integrazione presentata dai commissari e il rischio di un arresto delle attività industriali.

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Il nodo resta l’acciaio per Genova

Al centro della protesta c’è la continuità degli approvvigionamenti destinati allo stabilimento ligure. Dopo tre giorni di presidio davanti alla prefettura, sembrava essere stata individuata una soluzione temporanea con l’arrivo di 35 mila tonnellate di materiale, sufficienti a evitare nell’immediato il blocco della produzione.

La comunicazione trasmessa venerdì a mezzanotte avrebbe però rimesso tutto in discussione. Secondo Nicola Appice, della Fim Cisl, la cassa integrazione potrebbe coinvolgere anche i reparti amministrativi e impiegatizi: una sospensione in quei settori, ha spiegato, rischierebbe di compromettere l’intera lavorazione ancora attiva a Genova. Gli operai chiedono quindi che le forniture vengano garantite subito.


I sindacati alzano il livello dello scontro

Armando Palombo, della Fiom, ha accusato i commissari di avere cambiato posizione nel giro di pochi giorni. In assemblea ha ricordato che mercoledì era stata inviata al prefetto una comunicazione sulla prosecuzione produttiva, mentre venerdì sarebbe arrivata una richiesta di cassa integrazione. «Ci mettono nelle condizioni di forzare e forzeremo», ha affermato, sostenendo che senza una mobilitazione forte le vertenze restano irrisolte.

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Palombo ha anche sottolineato che Genova non può attendere anni per la transizione verde, soprattutto mentre il mercato continua a richiedere prodotto: per questo i rotoli d’acciaio devono arrivare senza ritardi. Appice ha collegato la vicenda ligure al quadro più ampio dell’ex Ilva e all’imminente decisione della Cassazione sul caso di Taranto.

Dal palco è intervenuto infine Fabio Ceraudo, rappresentante dell’Usb, che ha richiamato la necessità di difendere il presidio industriale genovese. La protesta all’aeroporto si aggiunge così alle iniziative già svolte davanti alla prefettura, mentre i lavoratori dichiarano di essere pronti a nuove azioni per tutelare l’occupazione.

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