Btp Valore, partenza da 310 milioni: due formule a confronto
Il debutto delle due versioni del Btp Valore si apre con 310 milioni di controvalore complessivo nei primi 20 minuti di negoziazione.
Il debutto delle due versioni del Btp Valore si apre con 310 milioni di controvalore complessivo nei primi 20 minuti di negoziazione. Il prodotto tradizionale prevale per volume e numero di contratti, ma anche il Btp Valore Insieme registra 4.500 sottoscrizioni nella fase iniziale.
La novità è rappresentata proprio dalla doppia proposta lanciata dal Tesoro: per la prima volta l’emissione è stata divisa in due strumenti con caratteristiche differenti. Da una parte c’è il titolo con rendimento concentrato alla scadenza, dall’altra quello che garantisce pagamenti periodici e crescenti.
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Il confronto nei primi scambi
Il Btp Valore Insieme ha raggiunto 110 milioni di controvalore dopo 20 minuti dall’avvio, sostenuto da 4.500 contratti conclusi. Il Btp Valore classico, nello stesso intervallo, si è portato a 200 milioni e 7.400 contratti.
Il dato iniziale fotografa quindi una raccolta maggiore per l’emissione tradizionale, sia sotto il profilo degli importi sia per il numero delle operazioni. I due risultati si riferiscono però a formule diverse, pensate per modalità differenti di remunerazione del risparmio.
Due rendimenti con tempi diversi
Il Btp Valore Insieme prevede una maxi-cedola unica pari al 22,25%. L’importo non viene distribuito durante la vita del titolo: sarà riconosciuto in un’unica soluzione agli investitori che manterranno l’obbligazione fino alla scadenza quinquennale prevista nel 2031.
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Il Btp Valore tradizionale, invece, propone cedole periodiche con percentuali progressive. Il rendimento è fissato al 3,7% per il primo e il secondo anno, sale al 4,1% nel terzo e nel quarto anno e raggiunge il 4,7% durante l’ultimo anno.
Tassi modificabili solo al rialzo
Il collocamento delle due obbligazioni del Tesoro resterà aperto fino alle ore 13 di venerdì 23 ottobre, a meno che non intervenga una chiusura anticipata. La conclusione della raccolta rappresenterà il momento utile per valutare eventuali aggiornamenti delle condizioni.
In base all’andamento dei mercati nella giornata finale, il ministero potrà infatti rivedere i tassi indicati per le emissioni. La modifica, tuttavia, potrà avvenire esclusivamente in aumento e non al ribasso.
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