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Economia 1 min di lettura3 ore fa

Energia, l’allarme di Marcegaglia: «Le imprese non reggeranno a lungo

L’ex presidente di Confindustria chiede interventi urgenti per sostenere le aziende energivore e accelerare gli investimenti nelle rinnovabili.

Il caro-energia sta già spingendo alcune imprese a rallentare la produzione, mentre altre valutano di fermarsi temporaneamente. Per Emma Marcegaglia, industriale dell’acciaio ed ex presidente di Confindustria, la situazione è ormai una vera emergenza e richiede risposte immediate sul fronte della politica industriale.


Produzione a rischio per le energivore

«È un impatto enorme», ha spiegato Marcegaglia intervenendo al vertice dedicato al Made in Italy. Secondo l’imprenditrice, tra le aziende che consumano più energia si cominciano a vedere casi di riduzione dell’attività e ipotesi di sospensione della produzione finché i costi non torneranno a livelli sostenibili.

Il rischio, ha avvertito, è che il sistema produttivo non riesca a sopportare ancora a lungo il peso dell’emergenza senza misure mirate. «Non credo che possiamo resistere ancora molto se non con alcune decisioni di politica industriale», ha dichiarato.


Il nodo del deficit e le risposte

Marcegaglia ha riconosciuto l’importanza di mantenere sotto controllo i conti pubblici. A suo giudizio, l’Italia si sta distinguendo rispetto ad altri Paesi proprio per la capacità di contenere il deficit, ma questo obiettivo non dovrebbe impedire interventi a sostegno delle imprese in una fase tanto delicata.

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La richiesta è quindi di adottare provvedimenti eccezionali, calibrati sulla gravità del momento. «In momenti straordinari servono anche decisioni straordinarie», ha sintetizzato l’imprenditrice.


Rinnovabili, serve più rapidità

Tra le ipotesi indicate c’è anche il commissariamento delle Regioni che non assumono decisioni sugli investimenti nelle fonti rinnovabili. L’obiettivo sarebbe superare i ritardi amministrativi che frenano gli interventi necessari a rafforzare l’approvvigionamento energetico.

Per Marcegaglia, dunque, il sostegno alle aziende non può essere separato dall’accelerazione delle infrastrutture e dei progetti energetici. Senza un cambio di passo, la pressione sui comparti più esposti rischia di tradursi in nuove riduzioni della produzione.

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