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Economia 2 min di lettura2 ott

Energia, la sfida di Maire parte da Roma: 2 anni per formare i tecnici

A novembre debutta nel Lazio un percorso Its dedicato a decarbonizzazione ed economia circolare, con l’obiettivo di ridurre il divario tra competenze richieste e professionisti disponibili.

La transizione energetica rischia di procedere più rapidamente delle competenze necessarie per sostenerla. Per affrontare questo squilibrio, Maire inaugurerà a novembre a Roma il primo percorso Its dedicato alla figura dello specialista della transizione energetica, progetto che sarà illustrato il 6 ottobre alle istituzioni e poi a giovani e famiglie.

L’iniziativa nasce con un obiettivo più ampio rispetto alla sola formazione: costruire una rete capace di preparare tecnici qualificati e, nello stesso tempo, avvicinare al lavoro ragazzi oggi lontani da studio e occupazione. Il piano potrebbe estendersi dal Lazio alla Lombardia e alla Sicilia, con Catania tra le sedi considerate dopo l’apertura di un centro di ingegneria del gruppo.


Un percorso per colmare il divario

La Fondazione Green Innovation Its Academy è stata costituita con il forte impulso di Maire per rispondere alla scarsità di profili tecnici nei settori della decarbonizzazione e dell’economia circolare. Il corso biennale punta a unire preparazione specialistica e collegamento diretto con le imprese, così da rendere più semplice l’ingresso nel mondo professionale.

Il progetto coinvolge la Regione Lazio e numerosi soggetti pubblici e privati. Tra le aziende figurano Maire, Acea, Kuwait Petroleum Italia e Orange Branded; partecipano inoltre il Campus Bio-Medico di Roma, Unindustria Perform, i Salesiani e altre realtà scolastiche e universitarie. L’accreditamento pubblico permetterà agli studenti di ottenere crediti formativi validi anche nel caso scelgano di proseguire gli studi universitari.


Maire prepara la crescita futura

La necessità di creare nuove competenze emerge anche dai numeri del gruppo, oggi presente in 50 Paesi con 11.400 dipendenti di 85 nazionalità, contro meno di 1.600 persone circa 20-25 anni fa. L’età media è di 42 anni, il 74% dei lavoratori è laureato e gli ingegneri rappresentano circa il 73% dei laureati, pari a 6.068 persone. Negli ultimi tre anni le assunzioni sono state 5.150.

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Secondo Fabrizio Di Amato, presidente e azionista di Maire, l’espansione del gruppo ha fatto emergere una carenza di figure tecniche sul mercato, indispensabili per sostenere un piano industriale decennale. «Sulla transizione energetica non esistono nel nostro Paese corsi specifici», ha osservato presentando il progetto, spiegando che l’idea guarda anche a esperienze italiane e internazionali già sperimentate nel campo della formazione.


Dalla formazione all’inclusione

Maire collabora già con oltre venti università e sostiene due cattedre: una dedicata a innovazione aperta e sostenibilità alla Luiss, l’altra all’ingegneria e alla gestione dei progetti chimici al Politecnico di Milano. La nuova accademia dovrebbe valorizzare sia il capitale umano sia la proprietà intellettuale dell’azienda, attirando anche giovani provenienti dall’estero.

Il progetto prevede infatti rapporti con organizzazioni sociali ed educative impegnate nell’integrazione degli immigrati, attraverso attività di orientamento e sensibilizzazione rivolte anche alle famiglie. Per Di Amato, ridurre il numero dei giovani che non studiano e non lavorano è una responsabilità precisa: «Per noi è una necessità e un dovere dare il nostro contributo su questo tema». La prospettiva occupazionale resta centrale, ma chi completerà i due anni potrà scegliere tra l’inserimento in azienda e la prosecuzione del percorso accademico.

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