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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Electrolux, Cerreto resta in bilico: Acquaroli chiede un passo indietro

Il presidente delle Marche riconosce l’apertura sul futuro del sito, ma insiste sulla continuità produttiva e sulla difesa dell’occupazione

Il confronto sulla crisi Electrolux ha aperto uno spiraglio per lo stabilimento di Cerreto d’Esi, ma non ha ancora convinto la Regione Marche. Il piano discusso al ministero non contempla la chiusura dei siti né licenziamenti decisi unilateralmente, mentre per l’impianto marchigiano si prospetta un progetto di reindustrializzazione seguito da un consulente incaricato.


L’apertura non basta alla Regione

Francesco Acquaroli, intervenuto al tavolo insieme all’assessore Tiziano Consoli, ha riconosciuto il valore del cambio di prospettiva emerso durante la riunione. «È un segnale di apertura», ha affermato il presidente delle Marche, sottolineando che per la prima volta il confronto si è concentrato su un nuovo piano industriale senza prevedere la dismissione degli stabilimenti.

La proposta, tuttavia, non viene considerata sufficiente per garantire il futuro del sito di Cerreto d’Esi. Secondo Acquaroli, il percorso affidato a un advisor non può sostituire la prosecuzione della produzione Electrolux nella struttura marchigiana.


Tre priorità per Cerreto d’Esi

Nel corso dell’incontro il presidente regionale ha sollecitato l’azienda a rivedere la propria impostazione e a valutare il mantenimento dell’attività produttiva. «Questa soluzione non mi soddisfa», ha dichiarato, ribadendo la necessità di non interrompere il confronto sul ruolo diretto di Electrolux nello stabilimento.

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Acquaroli ha indicato tre obiettivi da preservare: mantenere una presenza industriale a Cerreto d’Esi, proteggere i livelli occupazionali e sostenere la capacità competitiva del territorio. La riunione si è svolta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il ministro Adolfo Urso, le Regioni interessate, l’azienda e i sindacati.


Il prossimo appuntamento è fissato

La vertenza tornerà al tavolo del ministero il 29 ottobre. In quella sede saranno valutati gli sviluppi del piano e le eventuali modifiche alla posizione aziendale sul sito marchigiano.

Per la Regione, il prossimo passaggio dovrà chiarire se la reindustrializzazione potrà procedere insieme alla permanenza di Electrolux oppure se il futuro di Cerreto d’Esi sarà affidato soltanto a nuove attività. Il nodo resta quindi la salvaguardia congiunta dello stabilimento, dei posti di lavoro e della competitività locale.

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