Economia globale, la resistenza vacilla: il doppio rischio che preoccupa il Fmi
Investimenti nell’intelligenza artificiale e nuove forniture energetiche hanno sostenuto la crescita, ma debito e tensioni geopolitiche restringono i margini di sicurezza.
La tenuta dell’economia mondiale potrebbe essere arrivata a un passaggio decisivo. Dopo aver assorbito una sequenza eccezionale di shock nell’arco di sette anni, fino alla guerra in Medio Oriente, il sistema globale mostra segnali di crescente vulnerabilità.
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La crescita sostenuta da due motori
Secondo l’analisi contenuta nel World Economic Outlook, la capacità di resistere alle crisi è stata alimentata soprattutto da due fattori: la riorganizzazione delle forniture energetiche e l’aumento degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Questi elementi hanno contribuito a mantenere in movimento l’economia nonostante il susseguirsi delle emergenze.
Silvana Tenreyro, capo economista del Fondo monetario internazionale, avverte però che «questa resilienza è sotto sforzo». Il risultato ottenuto finora, quindi, non garantisce che la crescita possa affrontare senza conseguenze nuovi contraccolpi.
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Scorte ridotte e nuovi pericoli
Il principale campanello d’allarme riguarda l’energia. Le riserve disponibili si stanno riducendo e altri eventi geopolitici potrebbero provocare nuovi rincari, oltre a interrompere o rallentare le forniture. In questo scenario, la guerra in Medio Oriente rappresenta il punto più recente di una lunga serie di shock che ha messo alla prova i mercati.
A complicare la risposta dei governi c’è anche l’elevato livello del debito, che limita la possibilità di ricorrere a nuovi interventi fiscali. Le banche centrali, dal canto loro, devono continuare a dare priorità alla stabilità dei prezzi: per questo dispongono di margini più ristretti per sostenere l’economia in caso di ulteriore deterioramento. Tenreyro sintetizza il rischio spiegando che la solidità mostrata finora «potrebbe presto essere messa alla prova».
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