EBITDA: la formula che misura la forza reale di un’azienda
Dal significato del margine operativo lordo alle formule di calcolo: ecco come leggere l’EBITDA e perché viene usato per confrontare società e titoli.
Capire l’EBITDA aiuta a valutare la redditività generata dalla gestione caratteristica di un’impresa, prima di considerare interessi, imposte e alcune componenti contabili. Per questo motivo il dato compare spesso nei bilanci, nei report degli analisti e nelle stime sul possibile prezzo di un’azione.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Il dato che fotografa il business
EBITDA è la sigla internazionale riferita all’utile prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni. In Italia corrisponde al MOL, cioè il margine operativo lordo, e misura quanto il funzionamento ordinario dell’azienda riesce a produrre prima dell’impatto della struttura finanziaria e delle voci non monetarie legate agli ammortamenti.
L’indicatore si concentra quindi sull’attività principale della società, senza includere direttamente gli oneri finanziari, il carico fiscale e gli ammortamenti. Questa caratteristica lo rende utile per osservare la redditività operativa e per confrontare imprese diverse, soprattutto quando gli analisti elaborano previsioni sul prezzo obiettivo di un titolo.
EBITDA e EBIT non sono uguali
Il confronto con l’EBIT è importante per evitare confusioni. L’EBIT, ovvero il risultato operativo prima di interessi e imposte, tiene conto degli ammortamenti e degli accantonamenti; l’EBITDA, invece, li esclude e restituisce una misura più vicina alla capacità della gestione caratteristica di generare risorse prima di tali componenti.
Nessuno dei due indicatori coincide automaticamente con l’utile netto. Quest’ultimo risente anche degli interessi sul debito, delle tasse e degli elementi estranei alla gestione ordinaria. L’EBITDA va dunque letto come una misura della performance operativa, non come il denaro effettivamente disponibile in cassa.
Le formule per arrivare al MOL
Un primo metodo parte dall’utile lordo e procede con una serie di rettifiche. Agli importi iniziali si possono sommare ammortamenti, accantonamenti, svalutazioni, minusvalenze, oneri finanziari e costi non caratteristici; al contrario, vanno sottratti plusvalenze, proventi finanziari e ricavi non ricorrenti.
Il calcolo più usato parte invece dal valore della produzione. La formula può essere rappresentata così: EBITDA = valore della produzione – costi delle materie prime – costi dei servizi – costi del personale – altri costi di struttura. Nel valore della produzione rientrano i ricavi caratteristici e la variazione delle rimanenze.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
In forma più articolata, la sequenza può essere letta attraverso tre passaggi: valore aggiunto uguale valore della produzione meno costi esterni di produzione; MOL uguale valore aggiunto meno costo del personale e altri costi di struttura; margine operativo netto uguale MOL meno ammortamenti e accantonamenti. Il margine operativo netto coincide con il reddito operativo della gestione caratteristica.
Come viene usato nelle valutazioni
L’EBITDA è alla base di alcuni rapporti impiegati per analizzare le società quotate. Tra questi rientrano Debt/EBITDA, che mette in relazione il debito con il margine operativo lordo, ed Enterprise Value/EBITDA, che confronta il valore complessivo dell’impresa con la sua redditività operativa.
Questi multipli aiutano a capire se una società dispone di una capacità operativa adeguata rispetto all’indebitamento, se emergono possibili difficoltà finanziarie e se il modello di business riesce a creare valore nel tempo. Il confronto è particolarmente utile quando riguarda aziende appartenenti allo stesso settore.
Perché non basta un solo numero
Un EBITDA elevato non garantisce da solo una situazione finanziaria solida. L’indicatore non considera infatti tutti gli esborsi necessari per sostenere l’attività, né riflette integralmente la gestione finanziaria, le imposte e altri elementi che possono incidere sul risultato finale.
Per ottenere una valutazione completa occorre quindi affiancare il MOL ad altri parametri di redditività e di solidità. Solo osservando insieme debiti, interessi, investimenti, utile netto e gestione extra-operativa è possibile comprendere davvero la condizione economica della società analizzata.
Continua a leggere
Carburanti, Eni conferma il limite ai prezzi: la misura durerà 12 mesi
La compagnia prolunga per l’intero anno l’intervento su benzina e diesel, con aggiornamenti mensili e un impatto economico vicino ai 700 milioni di euro.
Banche, Gros-Pietro avverte il governo: «Così gli azionisti reagiscono»
Dal Festival Internazionale dell’Economia arriva una critica agli accordi con lo Stato e un allarme di Padoan sulla pressione delle grandi aziende tecnologiche.
Manovra, il nodo pensioni riapre: la Lega rilancia Quota 100
Giorgetti richiama i partiti ai limiti delle risorse, mentre la Lega propone un’uscita a 64 anni e la Cisl mette in guardia dai bonus elettorali.
Mercati senza rotta: perché Milanovic guarda alle obbligazioni lunghe
Il professore Branko Milanovic analizza una fase segnata da petrolio, guerre, inflazione e trasformazioni tecnologiche ancora incomplete.