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Economia 1 min di letturaAggiornato 4 nov

Dopo il voto Usa, l'oro sale del 2,33%

I rendimenti dei titoli americani scendono, mentre Bitcoin arretra tra timori per le future regole.

Aggiornamento del 4 nov, 08:35

L'oro spot è salito a 4.021,09 dollari l'oncia, con un rialzo del 2,33%. Sul Comex, il contratto con consegna a dicembre è avanzato del 2,22%, a 4.027,70 dollari.

L’oro è salito del 2,6% dopo il voto negli Stati Uniti, raggiungendo quota 4.007 dollari l’oncia.

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Rendimenti dei titoli in calo

A sostenere i titoli del Tesoro americano sono le attese su un possibile contrasto tra Congresso e presidenza. Secondo gli investitori, questa situazione potrebbe rallentare l’aumento dell’elevato debito pubblico degli Stati Uniti.

Il rendimento è diminuito di quasi 3 punti base, portandosi al 4,93%. Il movimento indica una maggiore cautela verso gli investimenti considerati più esposti alle oscillazioni dei mercati.


Bitcoin sotto pressione

Le criptovalute hanno registrato un andamento debole dopo l’esito elettorale. Sul Bitcoin pesano i timori per norme meno favorevoli e il crescente scetticismo presente tra i democratici.

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La criptovaluta ha perso fino al 2,8%, scendendo a 75.600 dollari, prima di recuperare terreno. In seguito è stata scambiata poco sotto la parità a 77.700 dollari.


Il rialzo del metallo prezioso

La corsa del metallo prezioso riflette la ricerca di maggiore protezione da parte degli operatori, che hanno ridotto l’esposizione agli strumenti più rischiosi.

L’oro, considerato un bene rifugio, ha quindi beneficiato dei movimenti successivi alla consultazione americana e ha consolidato il guadagno del 2,6% indicato nelle contrattazioni.

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