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Economia 3 min di lettura2 ore fa

Dopo 190 anni Sperlari punta su estero e consumi

Ricavi a 150 milioni, produzione italiana e nuovi formati per vendere torrone oltre il periodo natalizio

Sperlari festeggia 190 anni di attività con ricavi pari a 150 milioni di euro e una strategia orientata alla crescita internazionale. L’80% del fatturato arriva ancora dall’Italia, mentre le vendite oltreconfine pesano per il 20%.

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Nuovi consumi per il torrone

Il gruppo prevede per il 2026 un aumento a doppia cifra del margine operativo lordo. La crescita dovrebbe arrivare anche dall’ampliamento delle occasioni di consumo per prodotti tradizionalmente associati al Natale e, in misura minore, alla Pasqua.

Il torrone rappresenta già oltre il 38% del mercato italiano a valore, secondo i dati Circana sulla distribuzione moderna aggiornati a gennaio 2026. Per renderlo più adatto a un consumo quotidiano, Sperlari ha lanciato Sperlari Stick, un formato pensato anche per il pubblico più giovane e vicino alla categoria degli spuntini dolci.

“Il torrone è un gusto, una ricetta, non solo la stecca da mangiare a Natale”, ha spiegato Riccardo Viani, amministratore delegato del gruppo. L’obiettivo, ha aggiunto, è proporre il prodotto in modo meno legato alle festività e più facilmente accessibile durante l’anno.


Produzione e marchi in Italia

Sperlari riunisce sei marchi, cinque stabilimenti e oltre 400 dipendenti. La produzione annuale raggiunge circa 20 mila tonnellate, mentre nei momenti di maggiore attività il personale arriva a 750 unità.

Il portafoglio comprende Sperlari, Saila, Galatine, Dietor, Dietorelle e Paluani. Quattro marchi risultano iscritti nel Registro dei marchi storici di interesse nazionale e mantengono il collegamento con i territori d’origine: Sperlari a Cremona, Saila in Abruzzo, Galatine a Lodi e Paluani a Verona.

Dal 2017 la proprietà fa capo a Katjes International, gruppo dolciario tedesco. La produzione e la direzione sono però rimaste in Italia, così come le competenze sviluppate nei diversi siti produttivi. Anche la storica bottega aperta da Enea Sperlari nel centro di Cremona continua ad accogliere il pubblico, pur operando separatamente dal gruppo industriale, ed è inserita tra i Locali Storici d’Italia.

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Ricavi tra continuità e stagioni

Il fatturato è distribuito in parti quasi uguali tra prodotti venduti durante tutto l’anno e articoli stagionali. Caramelle e dolcificanti appartengono alla prima categoria, mentre la seconda comprende soprattutto le produzioni natalizie.

“Metà del business deriva da prodotti continuativi e l’altra metà è legata a Natale e, in misura minore, a Pasqua”, ha detto Viani. La componente stagionale viene realizzata concentrando l’attività in circa due mesi, mentre le vendite nei negozi iniziano generalmente a metà novembre.

Nel comparto delle caramelle il gruppo è il terzo operatore, con una quota del 9,7% a valore. Nei dolcificanti supera il 18%. La società individua inoltre opportunità nei prodotti legati alla gratificazione e nell’offerta senza zucchero, sostenuta in particolare dal marchio Dietorelle.


Più vendite fuori dall’Italia

L’espansione internazionale è una delle priorità indicate da Viani. Sperlari è già presente con tutti i suoi marchi in Europa e Nord America, ma intende ampliare la distribuzione anche nei mercati dove opera già e raggiungere nuove aree.

Per l’estero, il gruppo guarda soprattutto ai prodotti italiani legati alle ricorrenze. Paluani, con pandoro e panettone, è considerato il marchio più adatto a questo sviluppo perché propone specialità riconducibili alla tradizione dolciaria nazionale.

La storica azienda cremonese conserva così una struttura produttiva italiana, pur con una proprietà internazionale. Secondo Viani, il legame con le origini e la capacità di rinnovare l’offerta hanno accompagnato l’impresa attraverso quasi due secoli, dalle guerre mondiali alla crescita economica del dopoguerra.

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