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Economia 1 min di lettura5 ore fa

Diesel, l’intesa Washington-Mosca non basta: parla l’economista Eni

Enrico Mattei, direttore esecutivo della Fondazione Eni Enrico Mattei, ridimensiona l’effetto di un possibile accordo energetico tra Stati Uniti e Russia sui prezzi del carburante.

Un eventuale riavvicinamento tra Washington e Mosca avrebbe conseguenze contenute sul mercato del diesel. Secondo l’economista intervistato, infatti, non ci sono elementi per aspettarsi una riduzione dei prezzi alla pompa.


Il diesel non aspetta svolte

L’ipotesi di un’intesa tra Stati Uniti e Russia non sarebbe quindi sufficiente a modificare in modo significativo il costo del carburante. L’effetto sul diesel viene giudicato minimo, con prezzi destinati a non diminuire per questa sola ragione.

La valutazione arriva da Enrico Mattei, che ricopre l’incarico di direttore esecutivo nella Fondazione Eni Enrico Mattei. Il suo giudizio ridimensiona l’eventualità che un accordo geopolitico possa tradursi rapidamente in un vantaggio per gli automobilisti.

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La tregua energetica resta incerta

Nel corso dell’intervista, l’economista ha comunque indicato come possibile una pausa nelle tensioni energetiche. «Una tregua energetica non è impossibile, perché conviene a tutti, ma finora non ha retto».

Il punto centrale, dunque, non è soltanto la convenienza di un’intesa, ma la sua capacità di durare nel tempo. Finora i tentativi di stabilire una tregua non hanno prodotto un risultato solido, mentre l’impatto immediato sul diesel rimarrebbe limitato.

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