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Economia 1 min di lettura5 ore fa

Carburanti, la proposta dei benzinai: un tetto pubblico per 90 giorni

Faib-Confesercenti e Fegica chiedono un limite temporaneo e aggiornabile, valido per ogni operatore e calcolato su parametri trasparenti del mercato.

Un limite nazionale al costo dei carburanti, stabilito dal governo e applicato senza eccezioni a tutta la rete distributiva. È questa la richiesta avanzata da Faib-Confesercenti e Fegica durante una conferenza stampa a Roma, con l’obiettivo di contenere gli aumenti attraverso un meccanismo temporaneo e verificabile.


Un tetto uguale per tutti

Le due associazioni propongono che il provvedimento venga introdotto con un decreto e abbia una durata iniziale di 90 giorni, con la possibilità di estenderlo fino a 180. Il valore non sarebbe fisso: dovrebbe cambiare in base all’andamento dei principali fattori che incidono sul prezzo finale.

Nel calcolo entrerebbero le quotazioni del greggio, le spese di trasporto, i costi di raffinazione e la componente fiscale. La metodologia indicata è quella Iosco, fondata su parametri di mercato considerati oggettivi e riconosciuti a livello generale.


La critica agli sconti dei grandi gruppi

Faib-Confesercenti e Fegica contestano invece le riduzioni introdotte inizialmente da Eni e successivamente da Ip, Q8 e Tamoil. Secondo i rappresentanti dei gestori, si tratta di decisioni autonome prese da aziende di grandi dimensioni, capaci di influenzare il mercato grazie alla loro posizione.

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L’effetto, sostengono le organizzazioni, sarebbe penalizzante sia per i distributori indipendenti sia per una parte degli automobilisti. Chi si trova lontano dalle stazioni dei principali marchi, infatti, non avrebbe la possibilità di beneficiare delle promozioni applicate nei loro impianti.


I margini della raffinazione nel mirino

Per i benzinai, l’aumento osservato nei prezzi non dipenderebbe soprattutto dall’andamento del petrolio. Sulla base delle rilevazioni governative, la causa principale sarebbe piuttosto l’espansione dei margini ottenuti nella fase di raffinazione.

Un limite pubblico, aggiornato seguendo indicatori misurabili, servirebbe proprio a intervenire su questa dinamica. La proposta punta così a sostituire gli sconti decisi singolarmente dai grandi operatori con una regola uniforme per l’intero settore.

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