Economia 2 min di lettura2 ore fa

Design, la chimica entra in scena: a Roma il lato invisibile del Made in Italy

Dal 3 al 20 novembre Palazzo Piacentini ospita la seconda tappa della mostra che racconta il contributo della chimica all’evoluzione del design italiano

Dietro molti degli oggetti che hanno reso riconoscibile il design italiano c’è un elemento spesso poco visibile: la ricerca chimica. È questo legame, decisivo per materiali, prestazioni e nuove soluzioni progettuali, il centro della mostra “La chimica del design. Progettare la materia”, che dopo Milano arriva a Roma.


La chimica che il design non mostra

L’esposizione mette in relazione alcuni progetti della Collezione Storica del Compasso d’Oro e dell’ADI Design Index con il lavoro dell’industria chimica. Il percorso parte dalla fase di ideazione e mostra come la conoscenza della materia possa ampliare le possibilità espressive, tecniche e funzionali degli oggetti.

Per Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, la presenza della rassegna al Ministero delle Imprese e del Made in Italy serve a ribadire il peso strategico del comparto nell’economia nazionale. Nel 2025 la chimica vale 60 miliardi di euro di fatturato e impiega oltre 117 mila persone: è la quinta industria italiana e il terzo produttore europeo. I suoi prodotti, ha ricordato Buzzella, sono presenti in componenti essenziali del 95% dei manufatti destinati ai diversi bisogni quotidiani.


A Roma il progetto cambia materia

La seconda tappa sarà allestita dal 3 al 20 novembre nelle sale di Palazzo Piacentini, lo storico edificio di via Veneto che ospita il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’iniziativa è promossa da Federchimica insieme all’ADI Design Museum di Milano, dove la mostra ha debuttato.

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Il progetto espositivo è firmato da Andrea Rovatti. La struttura utilizza un sistema modulare leggero e flessibile, pensato per adattarsi sia agli ambienti del palazzo sia agli oggetti selezionati, con un’impostazione che richiama il carattere mutevole della materia.

Luciano Galimberti, presidente di ADI, ha sottolineato che il confronto continuo con la ricerca chimica ha accompagnato l’evoluzione del design, favorendo prodotti più performanti e nuove strade per una progettazione responsabile e circolare. La mostra vuole così rendere evidente una componente fondamentale della cultura progettuale italiana, spesso nascosta dietro il risultato finale.

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