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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Cuba apre ai privati: dal 12 ottobre cambia la dogana

La nuova disciplina rende dichiarabili le merci destinate alla vendita e prova a portare alla luce un mercato finora alimentato fuori dai canali ufficiali.

Per anni portare a Cuba merci in quantità superiori a quelle considerate personali poteva significare sequestro o confisca. Dal 12 ottobre, invece, viaggiatori e destinatari di pacchi potranno comunicare alle autorità doganali anche l’ingresso di beni destinati ad attività commerciali: una svolta che modifica una delle restrizioni più radicate dell’economia cubana.

La decisione arriva mentre l’isola affronta una grave carenza di prodotti e una delle fasi più difficili della sua storia economica recente. A pesare sul contesto c’è anche l’embargo degli Stati Uniti, in vigore da decenni, ma il provvedimento riguarda soprattutto la gestione interna degli approvvigionamenti e il rapporto tra autorità, privati e dogane.


La dogana cambia le sue regole

La nuova disciplina permetterà di indicare formalmente come commerciali le merci trasportate dai passeggeri o ricevute attraverso spedizioni. In precedenza, il superamento delle soglie previste per l’uso personale esponeva quei beni a interventi delle autorità, rendendo rischiose operazioni che ora potranno essere dichiarate secondo procedure specifiche.

Il governo punta così a trasformare in un circuito regolato un’attività che, da tempo, si sviluppava in modo informale. Importatori privati e destinatari di pacchi hanno infatti garantito una parte rilevante dei rifornimenti per consumatori e imprese non statali, soprattutto in un mercato segnato dalla scarsità della produzione nazionale.

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Una riforma dentro un piano più ampio

L’autorizzazione non è un provvedimento isolato. Fa parte di un insieme di 176 interventi approvati dall’esecutivo con l’obiettivo di sostenere l’economia interna e accompagnare l’apertura graduale di comparti che in passato erano riservati allo Stato.

La scelta segnala quindi il tentativo di dare una cornice legale a flussi già esistenti, senza separarli dalla più ampia revisione delle regole economiche cubane. Il governo interviene in un momento di forte pressione, cercando di rendere più accessibili i beni importati e di riconoscere un ruolo maggiore alle attività private nel sistema di approvvigionamento dell’isola.

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