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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Contratto bancario, Sileoni chiede aumenti concreti per i dipendenti

Il confronto tra Fabi e Abi riprenderà il 9 novembre, ma il sindacato denuncia tempi ancora troppo lunghi

Il rinnovo del contratto dei bancari resta senza un’intesa sugli stipendi. Il confronto tra Fabi e Abi riprenderà il 9 novembre.

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Il rischio per i gruppi bancari

Secondo Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, se il contratto non sarà chiuso dopo le operazioni straordinarie, la tensione sindacale potrebbe trasferirsi direttamente nei singoli gruppi. Sarebbe un passaggio delicato, perché proprio quelle aziende dovranno poi gestire i processi di integrazione.

Per il leader della federazione, ai lavoratori non può essere chiesto di attendere mentre gli istituti definiscono il proprio assetto. «I lavoratori non possono restare in sala d’attesa mentre si decide il futuro delle banche», ha detto parlando della trattativa.


La richiesta sull’aumento salariale

Per sbloccare il negoziato, Sileoni indica due condizioni: un incarico preciso al Casl, il Comitato affari sindacali e del lavoro dell’Abi, e una proposta economica chiara. A suo giudizio, dopo le valutazioni generali sulle prospettive del settore devono arrivare decisioni operative.

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La Fabi chiede che il valore prodotto dagli istituti venga riconosciuto anche al personale. «Ci aspettiamo una risposta concreta sugli stipendi», ha affermato Sileoni, richiamando il tema centrale per i dipendenti in attesa del rinnovo.


Un confronto giudicato lento

Il segretario generale della Fabi considera il dialogo con Abi troppo rallentato. Le principali operazioni bancarie, ha spiegato, stanno concentrando l’attenzione dei gruppi e finiscono per incidere sul tavolo sindacale, anche se a suo parere non possono diventare una giustificazione per rinviare il contratto.

Il confronto tra le parti non si è mai interrotto, ma finora non ha prodotto i risultati attesi dalle organizzazioni dei lavoratori. La trattativa tornerà al centro il 9 novembre, con gli aumenti salariali tra i nodi ancora da sciogliere.

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