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Economia 2 min di lettura13 ott

Città, il punteggio che svela i rischi nascosti sotto terra

Un nuovo sistema dell’Ispra valuta il rapporto tra ambiente geologico, clima e sviluppo urbano, con valori molto diversi tra i capoluoghi italiani

Quanto può influire il sottosuolo sul futuro di una città? Per rispondere a questa domanda, l’Ispra ha sviluppato un sistema capace di riunire dati geologici, climatici e legati all’intervento umano. Il risultato è un profilo sintetico dell’area urbana, utile per riconoscere le fragilità e orientare le decisioni sul territorio.

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Napoli oltre tre volte Trento

L’indicatore, chiamato Urban Geo-climate Footprint, assegna a ogni contesto urbano un valore compreso tra 0 e 500. Il punteggio cresce quando le caratteristiche geologiche e climatiche esercitano una maggiore influenza sull’organizzazione, sulla sicurezza e sul funzionamento della città.

Le prime applicazioni hanno riguardato diversi centri europei e numerosi capoluoghi italiani. Nel quadro nazionale, Trento si colloca a 94 punti, mentre Napoli raggiunge quota 359. Valori elevati riguardano anche Genova, con 304, Palermo, con 265, Bari, con 255, e Catanzaro, a 250. Più contenuti risultano invece i dati di Bolzano, 144, Milano, 155, Aosta, 160, e Trieste, 162.


Una scheda per leggere il territorio

Il progetto è stato realizzato dai ricercatori dell’Ispra attraverso un’attività condotta insieme alla rete europea dei servizi geologici EuroGeoSurveys. Le informazioni raccolte nelle banche dati pubbliche vengono sintetizzate per offrire una lettura rapida delle condizioni che caratterizzano ciascuna area urbana.

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Accanto all’indice è stata elaborata anche la City Geo Factsheet, una sorta di documento d’identità geologica della città. La scheda considera il tipo di terreno, la presenza delle acque sotterranee, le pressioni prodotte dal clima e dalle attività umane, i pericoli geologici, le risorse disponibili e gli aspetti che necessitano di maggiore attenzione.


Dati utili per decidere meglio

L’obiettivo non è limitarsi a elencare le criticità. Il modello raccoglie anche gli elementi favorevoli e restituisce il profilo geologico-climatico del territorio in una forma comprensibile, così da rendere più immediato il rapporto tra ambiente fisico e tessuto urbano.

«Sapere cosa c’è sotto i nostri piedi aiuta a decidere cosa fare sopra», ha spiegato Maria Alessandra Gallone, presidente dell’Ispra e del Snpa. Secondo la presidente, lo strumento consente di individuare le caratteristiche del terreno, le principali vulnerabilità e gli spazi in cui è possibile intervenire, trasformando conoscenze scientifiche e dati tecnici in indicazioni concrete per chi deve pianificare le città.

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