Chip e Borsa sotto pressione: l’Asia paga il conto dell’AI
Le vendite colpiscono i listini asiatici, mentre i dati contrastanti della tecnologia statunitense alimentano i dubbi sulla spesa per l’intelligenza artificiale
Il settore tecnologico torna a pesare sui mercati internazionali. Le sedute asiatiche si sono chiuse con ribassi marcati, mentre anche i contratti futures indicano un avvio debole per Wall Street e per le Borse europee.
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Seul guida la nuova ondata di vendite
A registrare la flessione più ampia è Seul, arretrata del 3,75%. Tokyo ha ceduto il 2,55%, mentre Hong Kong ha perso il 3,17%. Più contenuti, ma comunque negativi, i cali di Shanghai, in ribasso dell’1,5%, e Shenzhen, scesa del 2,67%.
I produttori sudcoreani di semiconduttori sono stati tra i titoli più penalizzati. La correzione del comparto tecnologico ha aumentato la pressione sulle aziende legate ai chip, in una fase in cui gli investitori stanno rivalutando prospettive e sostenibilità degli ingenti capitali destinati all’intelligenza artificiale.
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I risultati Usa non convincono
A riaccendere le vendite sono stati i risultati divergenti delle principali società tecnologiche statunitensi. I numeri, pur differenti da azienda ad azienda, non hanno fornito agli operatori le rassicurazioni attese sui possibili rendimenti degli investimenti su larga scala nell’intelligenza artificiale.
Il clima prudente si è esteso anche all’azionario cinese, già sotto pressione durante la seduta. In attesa dell’apertura dei mercati occidentali, i futures di Wall Street e quelli europei risultano entrambi in territorio negativo, segnalando il rischio di un’ulteriore giornata difficile per il comparto tecnologico.
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