Certificazioni Esg, la sostenibilità diventa valore aziendale
A Villa Petriolo imprese, istituzioni e finanza hanno discusso dati verificabili e trasparenza nelle filiere.
Le certificazioni di sostenibilità sono state al centro dell’incontro promosso da Equiplanet a Villa Petriolo, nel territorio di Cerreto Guidi. Al tavolo hanno partecipato aziende, istituzioni e operatori finanziari di moda, turismo, ospitalità e agroalimentare.
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Dati utili per il credito
Angelo Riccaboni, presidente di Santa Chiara Next e di Equiplanet, ha collegato le informazioni ambientali, sociali e di governance al rapporto tra imprese e banche. Secondo lui, indicatori organizzati e controllabili permettono di descrivere meglio un’azienda anche quando viene valutata per la concessione di finanziamenti.
«Disporre di informazioni Esg strutturate, misurabili e verificabili consente alle imprese di rappresentare in maniera più completa il proprio profilo anche nei processi di valutazione del merito creditizio», ha detto Riccaboni durante l’incontro. La certificazione, ha aggiunto, può raccogliere dati e indicatori utili nel confronto con istituti di credito e investitori, rendendo leggibile anche sul piano finanziario il percorso intrapreso dall’impresa.
Come funziona Equiplanet
Equiplanet è lo standard elaborato da Valoritalia, organismo di controllo dei vini a denominazione di origine, insieme a Santa Chiara Next, iniziativa collegata all’Università di Siena. Il modello suddivide la sostenibilità in quattro aree: responsabilità verso la comunità, gestione interna, filiere di fornitura e del valore, prodotti e strategie collegati agli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Il sistema prende in esame anche il modo in cui la sostenibilità viene amministrata, documentata e comunicata. L’obiettivo è inserirla nella pianificazione aziendale attraverso procedure, misurazioni e risultati controllabili, superando le sole dichiarazioni di principio.
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Meno dichiarazioni, più verifiche
Giuseppe Liberatore, direttore generale di Valoritalia, ha aperto i lavori osservando che l’impegno delle imprese deve essere sostenuto da numeri, traguardi e risultati verificabili. Le certificazioni, ha spiegato, offrono maggiore attendibilità al percorso e rispondono alle richieste di chiarezza provenienti dal mercato, dai portatori di interesse e dal settore finanziario.
Alessandro Pacenti, presidente del consorzio Physis, ha segnalato che per molte aziende l’Esg nasce ancora dalle richieste dei clienti, più che da una decisione autonoma. Il consorzio, ha spiegato, può distribuire il carico organizzativo mettendo in comune competenze, strumenti e costi, oltre ad aiutare le imprese meno preparate.
Pacenti ha indicato nella qualità dei dati il principale elemento da tutelare: devono essere attendibili e confrontabili lungo l’intera filiera. «È su quelli che si gioca la credibilità di una certificazione», ha concluso.
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