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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Caro energia, l’allarme di Paoletti: l’Italia rischia nuove proteste

Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia chiede all’Europa aiuti immediati e iniziative diplomatiche per affrontare la crisi energetica

Il caro energia potrebbe trasformarsi anche in Italia in una nuova fonte di tensione sociale. A lanciare l’avvertimento è Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, intervenuto al Festival del Cambiamento, che ha sollecitato un cambio di strategia a livello internazionale e un intervento rapido dell’Europa.


L’indipendenza energetica resta lontana

Secondo Paoletti, il Paese deve ridurre la propria dipendenza dalle forniture estere. Il presidente della Camera di commercio ha giudicato positiva la scelta del Governo di riaprire il confronto sul nucleare di ultima generazione e ha confermato il valore delle fonti rinnovabili, settore nel quale ha riconosciuto il lavoro svolto dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

«Serve una maggiore indipendenza energetica», ha affermato Paoletti durante il suo intervento. A suo giudizio, tuttavia, le decisioni nazionali non bastano: l’attuale scenario richiede una revisione delle politiche energetiche e degli equilibri internazionali.


Rotte marittime ancora vulnerabili

Paoletti ha ricordato che diversi Paesi europei hanno scelto di conservare o rafforzare il ricorso all’energia nucleare, mentre l’Italia ha puntato soprattutto su gas naturale, idroelettrico, fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermia e acquisti di elettricità dall’estero.

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Nel 2026 la crisi ha evidenziato anche la fragilità delle rotte marittime. Le esportazioni dal Golfo di prodotti raffinati e Gpl, ha spiegato, non sono ancora tornate ai livelli precedenti alla crisi e il ripristino regolare dei flussi appare tutt’altro che compiuto.


L’Europa deve muoversi subito

Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia ha collegato la situazione energetica alle proteste che, per ragioni differenti, hanno coinvolto negli ultimi giorni Francia e Spagna. Migliaia di persone sono scese in strada, segnale che il peso dei costi può alimentare un malcontento sempre più ampio.

Per evitare che la stessa dinamica si ripeta in Italia, Paoletti ha chiesto all’Unione europea misure di sostegno immediate e l’apertura di canali diplomatici. L’obiettivo, ha concluso, dovrebbe essere favorire soluzioni ai conflitti in corso e contenere le conseguenze economiche che gravano su cittadini e imprese.

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