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Economia 2 min di lettura21 ore fa

Carburanti, l’effetto Eni si vede appena: l’Europa chiede meno consumi

Il taglio applicato da Eni riduce solo marginalmente le medie regionali, mentre Bruxelles sollecita interventi per contenere la domanda di gas ed elettricità.

La Commissione europea invita i governi nazionali a contenere il consumo di gas ed elettricità finché resteranno le tensioni sui mercati energetici. In una lettera ai ventisette ministri dell’Energia, compreso Gilberto Pichetto Fratin, il commissario Ue Dan Jorgensen ha indicato nella riduzione della domanda una possibile risposta alla scarsità dell’offerta e all’instabilità delle quotazioni.

Bruxelles chiede quindi agli Stati di adottare "misure per ridurre la domanda di gas ed elettricità per tutto il tempo necessario". Secondo la missiva, in presenza di forniture globali limitate e prezzi molto variabili, consumare meno può contribuire a frenare i rincari.


L’iniziativa Eni incide poco sulle medie

Sul fronte dei carburanti, intanto, il ribasso collegato all’intervento di Eni rimane contenuto. Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, considera positiva la scelta, ma sottolinea che il beneficio è più evidente per chi ha una stazione Eni vicino a casa o al luogo di lavoro.

Dona ha spiegato che sarà necessario attendere alcuni giorni per capire se la possibile flessione delle vendite presso gli altri marchi spingerà anche le compagnie concorrenti a rivedere i listini. A suo giudizio, il governo dovrebbe comunque intervenire direttamente, senza attribuirsi il merito della decisione presa da Eni.


I prezzi scendono di pochi millesimi

Sulla rete stradale, il self service ha portato la benzina a 2,152 euro al litro, rispetto ai 2,159 euro del giorno precedente. Il diesel è passato invece da 2,377 a 2,369 euro, con una riduzione di pochi millesimi.

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Un movimento più ampio si registra sulle autostrade, dove Eni applica anch’essa il price cap: la benzina è scesa a 2,214 euro al litro dai precedenti 2,254, mentre il gasolio è arrivato a 2,420 euro contro 2,459. L’Unc osserva tuttavia che l’impatto complessivo resta limitato.


Friuli in testa, Sardegna in coda

La graduatoria territoriale premia il Friuli Venezia Giulia, che registra la contrazione maggiore per entrambi i prodotti: -2,6 centesimi al litro sul gasolio e -2,4 sulla benzina. Il risultato viene collegato alla presenza particolarmente ampia della rete Eni nella regione.

Il Lazio occupa la seconda posizione, con diminuzioni di -1,5 centesimi per il diesel e -1,3 per la benzina. Segue l’Abruzzo, rispettivamente a -1,4 e -1,1 centesimi al litro.

La Sardegna presenta invece il risultato peggiore sul gasolio, anche per il numero ridotto di stazioni Enilive. La Lombardia, nonostante una presenza consistente di impianti Eni, si colloca in una posizione intermedia: l’effetto sulla media regionale è stato quindi contenuto.

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