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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Bonifico alla truffa: le mosse per tentare di recuperare il denaro

Dopo il pagamento a un falso ispettore, la rapidità può essere decisiva: ecco quali richieste presentare e quali prove conservare.

Un falso ispettore ha convinto un familiare a disporre un bonifico con la scusa dell’urgenza. Soltanto dopo aver eseguito l’operazione la vittima si è resa conto dell’inganno e ha raggiunto la banca, ma il trasferimento risultava già partito. In situazioni simili recuperare la somma non è automatico, ma alcune iniziative possono aumentare le possibilità di bloccarla o rintracciarla.

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La banca va informata subito

Il primo passo consiste nel contattare immediatamente la banca, anche attraverso il numero dedicato alle emergenze, e spiegare che il bonifico è stato disposto a seguito di una truffa. Occorre chiedere l’avvio della procedura di richiamo dell’operazione e la verifica della possibilità di bloccare l’accredito sul conto destinatario.

Non bisogna attendere di avere raccolto tutta la documentazione prima di segnalare l’accaduto. La rapidità è importante perché, se il denaro non è ancora stato trasferito o prelevato, l’istituto potrebbe avere margini per intervenire; quando invece la somma è già stata movimentata, il recupero può diventare molto più complesso.


Denuncia e prove possono aiutare

Dopo il contatto con la banca è opportuno presentare denuncia alle autorità competenti, fornendo ogni elemento utile a ricostruire la vicenda. Nella denuncia vanno indicati, per quanto possibile, il numero del conto destinatario, l’importo, la data e l’ora del bonifico, oltre alle modalità con cui il falso ispettore ha contattato la vittima.

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È importante conservare ricevute, messaggi, numeri di telefono, registrazioni eventualmente disponibili e ogni altra comunicazione ricevuta. Anche i dettagli apparentemente secondari possono servire agli accertamenti e consentire alla banca o agli investigatori di seguire il percorso del denaro.


Cosa aspettarsi dopo la segnalazione

La richiesta di richiamo non garantisce la restituzione della somma. L’esito dipende dallo stato dell’operazione, dalla disponibilità del denaro sul conto di destinazione e dagli accertamenti avviati dopo la denuncia. Per questo è utile chiedere alla banca una conferma scritta della segnalazione e degli interventi effettuati.

Se il caso presenta profili complessi o la banca respinge la richiesta, la vittima può valutare un confronto con un professionista esperto in controversie bancarie. In ogni caso, non bisogna inviare altro denaro a chi promette di recuperare la somma: anche questa può essere una seconda truffa ai danni della persona già raggirata.

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