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Economia 1 min di lettura6 giorni fa

Bond in fuga, Treasury 30 anni ai top dal 2004

La pressione sui mercati obbligazionari continua mentre inflazione, deficit Usa e attese sulla Fed spingono verso l’alto i rendimenti.

I rendimenti obbligazionari continuano a salire e il mercato globale dei bond resta sotto pressione. A pesare, in questa fase, sono soprattutto i dubbi sull’andamento dell’inflazione e l’ipotesi che la Federal Reserve mantenga una linea più restrittiva.


Treasury sotto pressione nonostante i buyback

Negli Stati Uniti il movimento è stato particolarmente evidente sul tratto lungo della curva. Il Treasury a 30 anni è arrivato al 5,44%, un livello che non si vedeva dal 2004, pur dopo l’intervento del Tesoro Usa con operazioni di riacquisto dei titoli per provare a rallentare la corsa dei rendimenti.

Anche il T-bond decennale ha continuato a salire, superando il 5,14%. In questo caso si tratta dei valori più alti dal 2007, segnale di un mercato che continua a chiedere premi più elevati per detenere debito americano.

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Il deficit Usa aggrava il quadro

Nel ribasso diffuso delle obbligazioni entra anche il tema dei conti pubblici americani. Il deficit fiscale degli Stati Uniti contribuisce infatti ad alimentare la tensione sugli investitori, già alle prese con l’incertezza sulle prossime mosse della banca centrale americana.

Il risultato è un selloff esteso, che non riguarda un singolo segmento ma il comparto obbligazionario nel suo complesso. L’aumento dei rendimenti riflette quindi un mix di fattori: inflazione, politica monetaria e fragilità dei conti pubblici Usa.

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