Bollette, il risparmio parte dal tetto: comunità e pannelli cambiano gioco
Dall’autoconsumo condiviso alle pompe di calore, ecco le strategie per contenere la spesa energetica mentre luce e gas tornano a rincarare
Per ridurre il peso delle bollette non è indispensabile possedere un tetto su cui installare pannelli. Le comunità energetiche rinnovabili e i gruppi di autoconsumatori permettono infatti di utilizzare, anche virtualmente, l’energia prodotta da impianti condivisi, lasciando a ogni partecipante il proprio contratto di fornitura.
L’autoconsumo si allarga
Secondo Legambiente, che ha elaborato i dati del Gse aggiornati a dicembre 2025, in Italia le configurazioni di autoconsumo diffuso hanno raggiunto quota 1.561. Il dato è quasi il 40% superiore alle 1.127 realtà censite a settembre; nel complesso si tratta di 148,5 MW distribuiti tra 2.222 impianti e 13.835 utenze.
Le comunità energetiche rinnovabili costituiscono la parte più ampia del fenomeno: sono 904, pari a quasi il 58% del totale, con 1.429 impianti, 8.653 utenti e una potenza vicina ai 95 MW. I gruppi di autoconsumatori collettivi sono invece 335, il 21,4% delle configurazioni, e coinvolgono realtà come condomini, famiglie, negozi e piccole attività.
A questa formula si affianca la crescita degli impianti fotovoltaici. Nel 2025 la generazione solare è aumentata del 25% e ha raggiunto il 34% dell’elettricità ottenuta da fonti rinnovabili, che nel loro insieme hanno coperto il 48% della produzione nazionale.
Per una famiglia, il vantaggio principale dei pannelli consiste nel consumare direttamente l’energia prodotta, acquistandone meno dalla rete. Le batterie possono aumentare l’effetto, conservando l’elettricità generata durante le ore di sole e rendendola disponibile quando i consumi si concentrano in altri momenti.
Prezzi in salita, scelta da verificare
Il ritorno dell’inflazione energetica riporta il tema al centro dei bilanci domestici. A settembre l’aumento annuo dei prezzi ha raggiunto il 4,2%, contro il 3,3% di agosto, con elettricità, gas e carburanti tra i principali fattori di spinta. Le prime stime dell’Istat indicano una crescita del 25,9% per gli energetici regolamentati e del 22,2% per quelli non regolamentati, che comprendono mercato libero e carburanti.
La situazione parte da livelli già elevati. Nel quadro pubblicato a luglio da Arera, il costo medio dell’elettricità per le famiglie risultava del 13% più alto rispetto alla media dell’area euro, nonostante una diminuzione dell’1,6% nel 2025. Per il gas, invece, era stato rilevato un incremento del 4,8%, con prezzi superiori del 7% al riferimento dell’eurozona.
Cambiare fornitore può essere utile, ma non basta guardare alla formula commerciale. Nel 2025 l’83% dei consumi elettrici domestici è stato acquistato sul mercato libero e il 20,8% delle famiglie ha cambiato operatore. Arera ha però rilevato che, sia per l’elettricità sia per il gas, i clienti del mercato libero hanno sostenuto in media una spesa maggiore rispetto a quelli ancora serviti dai regimi di tutela.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Per l’energia elettrica, il mercato libero è risultato più costoso della maggior tutela in ogni fascia di consumo. Le offerte a prezzo fisso e quelle variabili hanno raccolto quote quasi identiche, rispettivamente il 51% e il 49%; la componente media di approvvigionamento è stata pari a 236,69 euro per MWh nel primo caso e a 232,35 euro nel secondo, con una differenza inferiore al 2%.
Efficienza, il nodo degli investimenti
Il confronto dovrebbe quindi concentrarsi sulle condizioni reali dell’offerta e sulle abitudini della singola abitazione. Le analisi di Arera mostrano che la fiducia nel marchio del fornitore continua a incidere molto sulle decisioni, mentre resta ampia la distanza tra i contratti scelti e le proposte economicamente più convenienti disponibili sul mercato.
Una tariffa più vantaggiosa riduce il prezzo dell’energia comprata, ma non interviene sulla quantità necessaria per riscaldare, raffrescare e alimentare la casa. Per questo il contenimento strutturale della spesa passa dall’efficienza degli edifici e degli impianti, anche se gli investimenti residenziali hanno rallentato.
Il Politecnico di Milano stima per il 2025 investimenti complessivi nell’efficienza energetica compresi tra 53 e 62 miliardi di euro. La crescita riguarda industria e terziario, mentre le abitazioni sono scese dai 33-36 miliardi del 2024 ai 24-27 miliardi dell’anno successivo.
Dopo la fase sostenuta dagli incentivi alla riqualificazione, tra Superbonus ed Ecobonus, il settore risente di regole modificate, procedure complesse e minore certezza sul quadro normativo. Il potenziale di riduzione dei consumi rimane tuttavia significativo, soprattutto intervenendo sulla climatizzazione.
Le pompe di calore possono sostituire una vecchia caldaia e un climatizzatore tradizionale, spostando verso l’elettricità sia il riscaldamento sia il raffrescamento. In una simulazione dell’Enea riferita a un appartamento di circa 70 metri quadrati, la spesa complessiva per la climatizzazione estiva e invernale si ridurrebbe del 46% a Milano, del 47% a Roma e del 49% a Napoli.
Continua a leggere
Granarolo, 450 milioni per crescere: il patto verde con le banche
Il gruppo lattiero-caseario finanzia il piano industriale con un prestito collegato a risultati ambientali, sociali e di governance.
Assolombarda, cosa raccontano gli imprenditori riuniti a Milano
Una raccolta di conversazioni con alcuni rappresentanti del mondo produttivo presenti all’Assemblea di Assolombarda.
Essilux perde metà del valore: l’attacco di Del Vecchio a Milleri
Nel podcast di Fedez, Leonardo Maria Del Vecchio parla dell’eredità da 300 milioni e critica la gestione successiva alla morte del padre.
Piazza Affari accelera: banche in recupero, Tim resta al palo
Il rimbalzo del comparto bancario sostiene i listini europei, mentre a Milano brillano Campari, Avio e Nexi e arretrano i titoli tecnologici.