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Economia 1 min di lettura3 giorni fa

Biodiversità al collasso, Sottile: la risposta è l’agroecologia

Il vicepresidente di Slow Food critica l’agricoltura industriale e chiede un cambio di paradigma per recuperare gli equilibri naturali

La crisi della biodiversità, secondo Sottile, non è un effetto marginale dell’attuale sistema produttivo: ne rappresenta una delle conseguenze centrali. Il docente e vicepresidente di Slow Food indica nell’agroecologia la direzione necessaria per cambiare modello.


Un modello che ha creato dipendenze

Per Sottile, la società ha trascorso circa un secolo comportandosi come se i servizi offerti dagli ecosistemi non fossero indispensabili. Questa impostazione ha progressivamente allontanato la produzione agricola dagli equilibri naturali.

Il risultato, sostiene il vicepresidente di Slow Food, è stato un sistema più dipendente da risorse e soluzioni esterne. La perdita di autonomia si è accompagnata a un impoverimento della varietà biologica.

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La svolta passa dall’agroecologia

Il docente attribuisce al modello industriale una responsabilità diretta nella distruzione della biodiversità. «Abbiamo distrutto la biodiversità. Serve una svolta agroecologica», afferma, indicando così il cambio di rotta come una necessità e non come una semplice opzione.

La sua analisi parte da una critica all’idea di poter fare a meno dei servizi ecosistemici. «Per un secolo abbiamo pensato di poter fare a meno dei servizi ecosistemici», osserva Sottile, collegando quella convinzione alle dipendenze generate dall’agricoltura industriale.

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