Petrolio, nuova fiammata: Wti oltre 94 dollari e Brent a 107
Le quotazioni del greggio accelerano in avvio tra i timori che il confronto tra Stati Uniti e Iran su Hormuz possa restare senza intesa.
Le tensioni intorno ai negoziati tra Stati Uniti e Iran spingono verso l’alto le quotazioni del greggio. In apertura, entrambi i principali riferimenti del mercato hanno registrato aumenti prossimi al 2%.
Il Wti supera quota 94 dollari
Il West Texas Intermediate è salito dell’1,88%, raggiungendo 94,3 dollari al barile. Il movimento riflette la cautela degli operatori davanti alla possibilità che le trattative su Hormuz subiscano un nuovo rallentamento.
Il rialzo porta il greggio texano sopra la soglia dei 94 dollari già nelle prime fasi degli scambi. L’andamento resta quindi legato agli sviluppi del confronto tra Washington e Teheran.
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Il Brent arriva a 107 dollari
Anche il Brent del Mare del Nord ha aperto in progresso, con un incremento del 2% fino a 107 dollari al barile. Il contratto di riferimento europeo ha così seguito la stessa direzione del Wti.
A sostenere i prezzi è soprattutto il timore di un ulteriore stallo nei colloqui tra Usa e Iran. Al centro della situazione c’è lo Stretto di Hormuz, area richiamata dagli operatori nel valutare le prospettive del mercato petrolifero.
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