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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Binance, gli hacker nordcoreani rubano 6 miliardi

Un falso contatto su LinkedIn ha aperto la strada all’operazione, preparata per mesi contro la piattaforma di criptovalute.

Gli hacker nordcoreani hanno sottratto 6 miliardi a Binance, la principale piattaforma mondiale per gli scambi di criptovalute. L’attacco è stato preparato per mesi e ha sfruttato prima un contatto professionale apparentemente credibile, poi un virus e infine l’accesso ai sistemi.

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Il contatto nato su LinkedIn

L’operazione è partita da un falso colloquio di lavoro. Gli aggressori hanno usato LinkedIn per avvicinare le loro vittime, seguendo uno schema già impiegato in altre campagne rivolte al settore tecnologico e finanziario.

Dietro la proposta si nascondeva il primo passaggio dell’attacco. Il contatto iniziale ha consentito agli hacker di guadagnare fiducia e di portare il bersaglio verso il secondo momento dell’operazione, quello legato al software dannoso.


Il virus e l’accesso ai sistemi

Il programma malevolo ha preceduto l’incursione nella rete di Binance. La sequenza descritta comprende quindi l’adescamento attraverso un colloquio fittizio, l’infezione dei dispositivi e l’azione finale contro la piattaforma.

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A rendere possibile il furto, secondo la ricostruzione, non è stata soltanto la preparazione degli attaccanti nordcoreani. Hanno pesato anche le ingenuità degli ingegneri coinvolti nella gestione dei sistemi, che hanno lasciato spazio alla strategia costruita dagli aggressori.


Un’operazione preparata a lungo

Gli hacker hanno lavorato per mesi prima di passare all’azione. L’attacco non è stato dunque un intervento improvvisato, ma un piano articolato in più fasi e basato sulla manipolazione dei destinatari.

Il bottino ammonta a 6 miliardi, una cifra che colloca l’episodio tra i più rilevanti colpi messi a segno nel settore delle criptovalute. L’uso di un falso reclutamento ha trasformato un normale contatto professionale nel punto d’ingresso per l’assalto a Binance.

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