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Economia 2 min di lettura4 giorni fa

Benzina oltre 2,15 euro: Ip prepara il tetto, i tassisti insorgono

Socar annuncia un’introduzione graduale del limite sui prezzi nella rete Ip, mentre Eni fissa le nuove soglie e le categorie chiedono aiuti immediati.

Il caro-carburanti continua a spingere verso l’alto i listini: domenica 27 settembre 2026 la benzina self service ha raggiunto una media di 2,159 euro al litro sulla rete stradale, mentre il gasolio si è attestato a 2,377 euro. Intanto Socar annuncia un intervento graduale sui prezzi dei distributori Ip e i tassisti valutano lo sciopero se dal governo non arriveranno risposte.


Il nuovo scenario per la rete Ip

L’azienda azera Socar, che lo scorso 8 maggio ha completato l’acquisto di Italiana Petroli da Api Holding, intende introdurre un limite ai prezzi praticati dalla controllata sul mercato italiano. La prima fase riguarderà le stazioni con marchio Ip, per poi procedere progressivamente lungo la rete di distribuzione.

Il gruppo afferma di voler “rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia”. Secondo quanto comunicato, il provvedimento dovrebbe sostenere anche i gestori indipendenti e i partner commerciali, con i quali Socar rivendica rapporti costruiti nel tempo all’insegna di collaborazione e trasparenza.

Parallelamente, Eni si prepara ad applicare da lunedì il proprio tetto: il diesel non potrà superare 2,19 euro al litro, mentre per la benzina il limite è stato fissato a 1,99 euro. L’intervento della società precede quindi quello annunciato da Socar sulla rete Ip.


Prezzi ancora in salita

I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano un ulteriore incremento rispetto al giorno precedente. Sulla rete ordinaria, il prezzo medio della benzina è passato da 2,158 a 2,159 euro al litro; il gasolio è salito da 2,357 a 2,377 euro.

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La situazione resta pesante anche sulle autostrade. Qui la benzina self service viene rilevata a 2,254 euro al litro, contro i 2,252 di ieri, mentre il diesel arriva a 2,459 euro, in aumento rispetto ai 2,439 euro precedenti e ormai vicino alla soglia dei 2,5 euro.


I tassisti chiedono un confronto

La protesta delle categorie si allarga dopo le iniziative degli autotrasportatori. Lorenzo Bittarelli, presidente di itTaxi, sostiene che senza una convocazione da parte delle istituzioni la mobilitazione potrebbe trasformarsi in uno stop: “Senza risposte l'unica alternativa è lo sciopero”.

La richiesta, ha spiegato Bittarelli, riguarda sia il governo sia i Comuni. Le eventuali proposte saranno esaminate dalle organizzazioni, ma l’assenza di un confronto renderebbe inevitabile valutare il fermo del servizio.

Anche Carlo Di Alessandro, presidente provinciale di Roma di Federtaxi Cisal, riferisce di avere già sollecitato misure concrete. Tra le ipotesi indicate figurano una riduzione delle accise e un rafforzamento del credito d’imposta; nella lettera inviata questa settimana vengono inoltre richiamati i decreti attuativi ancora mancanti per il settore. La categoria, ha aggiunto, è pronta a scendere in piazza se necessario.

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