Beatrice Casati porta il flock brianzolo dalle auto alle banconote
L’azienda di Renate produce 900 tonnellate annue di fibre per moda, cosmetica, documenti e numerosi prodotti industriali
Beatrice Casati guida a Renate, in Brianza, Casati Flock & Fibers, azienda specializzata nella trasformazione degli scarti tessili in flock. La fibra, ridotta in particelle sottili e colorata, viene utilizzata anche per banconote e passaporti con funzioni anticontraffazione.
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Le applicazioni della fibra
Il flock è presente in molti oggetti senza essere immediatamente visibile. Viene impiegato per ottenere l’effetto velluto negli abitacoli delle automobili, negli astucci per occhiali, negli appendiabiti e nelle confezioni di profumi e gioielli.
Il materiale trova spazio anche nell’abbigliamento, nel design e nella cosmetica. Serve inoltre per i tamponi utilizzati durante la pandemia, per la neve spray, per la plastica marmorizzata e per il rivestimento interno dei guanti destinati alle pulizie. In altri casi viene miscelato a plastiche, vernici e materiali per l’edilizia con una funzione tecnica.
A seconda del risultato richiesto, la fibra può rendere una superficie più morbida oppure più ruvida. Nel settore automobilistico, per esempio, la consistenza viene adattata alle caratteristiche dell’interno da realizzare.
Sicurezza e ricerca
Una parte della produzione riguarda le fibre inserite nella carta di banconote e documenti per aumentare la protezione dalle falsificazioni e consentire la tracciabilità. L’impresa sta lavorando con il Poligrafico dello Stato attraverso un bando e punta a sviluppare ulteriormente questo comparto.
«Adoro la tecnologia ma il know how delle persone, gente che lavora qui da più di 30 anni e conserva la memoria storica di un processo produttivo, è una risorsa impagabile», ha detto Casati parlando dell’equilibrio tra innovazione e competenze interne. La ricerca coinvolge anche ingegneri e chimici, mentre l’imprenditrice ha costruito la propria preparazione tecnica soprattutto lavorando direttamente in produzione e confrontandosi con gli specialisti.
L’azienda e la famiglia
Casati Flock & Fibers conta 27 dipendenti e realizza 900 tonnellate di prodotto ogni anno. L’attività è nata nel 1952 per iniziativa di Celso Casati, bisnonno di Beatrice, che aveva pensato di recuperare gli avanzi delle lavorazioni tessili trasformandoli in polvere commerciabile.
Beatrice, 30 anni, è diventata amministratrice delegata sei anni fa, dopo la morte del padre Marco. La madre Lorena Rossi, che nel 2023 ha rilevato l’intero capitale, ricopre la presidenza e segue l’organizzazione. «Sei anni non sono tanti ma li ho dovuti vivere a tremila», ha raccontato l’imprenditrice, già impegnata in azienda da due anni al momento della successione.
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Oggi sette lavoratrici fanno parte dell’organico, mentre al suo ingresso erano due. Casati considera la presenza femminile nell’industria un valore e collega il tema della rigenerazione dei materiali alla possibilità, per le donne, di ricostruire il proprio percorso professionale.
Scarti e nuovi materiali
La sorella Eleonora sta sviluppando con Pulvera un progetto dedicato al riutilizzo degli avanzi di lavorazione. L’obiettivo è aiutare le imprese a recuperare i propri scarti e trasformarli in nuovi materiali, invece di destinarli allo smaltimento.
L’azienda lavora fibre naturali come lana, cotone, seta, lino, denim e pelle, oltre a materiali sintetici e misti. Il procedimento parte dalla materia tessile, che viene tagliata o macinata; al posto della tintura del filato, viene poi colorata direttamente la polvere.
Per contenere l’impatto ambientale, la società dispone di autorizzazioni e certificazioni, oltre a un impianto interno per il trattamento delle acque di scarico. La quota di energia coperta dal fotovoltaico ha raggiunto il 30 per cento.
Mercati e riorganizzazione
Il fatturato è pari a cinque milioni di euro, ma negli ultimi anni alcuni mercati hanno rallentato o sono venuti meno. L’Italia rappresenta il 45 per cento dell’attività; l’azienda vende inoltre in Asia, Nuova Zelanda e Perù e punta a rafforzarsi in America e Sud America, con l’idea di tornare anche in Brasile, dove in passato aveva avuto una presenza produttiva.
La chiusura progressiva di alcuni fornitori francesi e tedeschi ha spostato una parte degli approvvigionamenti verso America e Asia. I tempi di pagamento più lunghi richiedono maggiore impegno finanziario a una piccola-media impresa e hanno spinto la società a ridefinire ruoli e procedure.
Nel settore della moda, Casati Flock & Fibers sta puntando sui progetti di recupero degli scarti generati direttamente dalle aziende. La società, che nel 2027 festeggerà 75 anni, sta inoltre lavorando per ridurre il consumo d’acqua e conservare le competenze accumulate dalle persone presenti in fabbrica da oltre tre decenni.
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