Bce, il domino delle poltrone: Schnabel verso il Fondo monetario
La futura guida della banca centrale europea si intreccia con le scadenze del 2027, le elezioni francesi e l’addio anticipato di Isabel Schnabel.
Il prossimo equilibrio della Bce potrebbe dipendere anche dalla scelta francese di affidare a una donna l’incarico di capo economista. Una soluzione del genere servirebbe a mantenere una rappresentanza femminile nel Board, mentre tra i possibili successori ai vertici avanzano profili con orientamenti diversi sulla politica monetaria.
Tra i nomi più vicini alla presidenza figura Pablo Hernández de Cos, general manager della Bri, ritenuto più gradito all’area delle colombe. La partita riguarda però anche gli assetti complessivi dell’Eurotower e non soltanto la sostituzione di una singola figura.
I nomi in corsa per Francoforte
Il vicepresidente croato Boris Vujčić, apprezzato per competenza e autorevolezza, viene descritto come un falco moderato. La stessa collocazione caratterizza Joachim Nagel, oggi presidente della Bundesbank, e Klaas Knot, già alla guida della banca centrale olandese e considerato una voce influente tra i banchieri centrali dell’Eurosistema.
Nel caso in cui la Germania riuscisse per la prima volta a esprimere il presidente della Bce, il candidato dovrebbe probabilmente appartenere all’ala dei falchi moderati. Il toto-presidente è aperto da mesi e resta da capire quale peso avranno gli equilibri politici rispetto alle preferenze sulla linea monetaria.
Il calendario politico pesa sulla Bce
Il possibile riassetto delle cariche potrebbe essere accelerato dalle presidenziali francesi, il cui primo turno è fissato al 18 aprile 2027. A livello europeo si starebbe valutando una sorta di “Brandmauer” per contenere Rassemblement national, sul modello del muro politico immaginato in Germania contro l’ingresso di AfD in un esecutivo insieme ai partiti tradizionali.
La scadenza più vicina riguarda Philip Lane: il mandato del capo economista irlandese terminerà il 31 maggio 2027. La Francia punta a ottenere quella posizione, considerata strategica per l’influenza esercitata sulle decisioni di politica monetaria.
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Schnabel lascia prima del previsto
La Bce ha intanto reso ufficiale l’uscita anticipata di Isabel Schnabel, già ipotizzata dall’inizio di settembre. L’economista tedesca avrebbe dovuto restare nel Consiglio direttivo fino al 31 dicembre 2027, ma dal 4 gennaio 2027 assumerà al Fondo monetario internazionale il ruolo di Consigliere finanziario e Direttrice del Dipartimento mercati monetari e dei capitali (MCM).
L’addio di Schnabel e il possibile congedo anticipato di Christine Lagarde ridurrebbero, già da gennaio, a zero la presenza delle due donne attualmente presenti nel Board. La presidente della Bce ha un mandato in scadenza il 31 ottobre 2027 e non ha confermato le indiscrezioni su una partenza anticipata; le voci sono state alimentate anche dall’uscita, prevista a gennaio, della sua autobiografia e dall’ipotesi di un incarico alla guida del World economic forum.
L’allarme di Lagarde
Proprio sul ruolo delle donne nelle decisioni che incidono sul futuro si era soffermata Lagarde durante il suo intervento video al Women Economic Forum Europe, ospitato al Castello di Tabiano, vicino a Salsomaggiore Terme. «In un momento in cui scelte difficili per il nostro futuro, per la nostra sicurezza, plasmeranno la vita delle generazioni a venire, dei nostri figli e dei nostri nipoti, noi donne dobbiamo avere un ruolo centrale e paritario nel compiere queste scelte», aveva affermato.
Il cambio ai vertici si inserisce in una fase di forte instabilità internazionale, con i conflitti in Ucraina e Iran e l’incertezza legata alle decisioni del presidente americano Donald Trump. La combinazione tra scadenze istituzionali, appuntamenti elettorali e possibili avvicendamenti rende quindi particolarmente delicata la successione interna alla Bce.
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