Auto Ue, doppio allarme: forniture asiatiche e occupazione in calo
Un’analisi dell’Ocse evidenzia la crescente dipendenza dell’industria europea da batterie e componenti provenienti dall’Asia, mentre l’occupazione è diminuita del 9% dal 2019.
L’industria automobilistica dell’Unione europea affronta due pressioni contemporaneamente: da una parte cresce il ricorso a forniture estere, soprattutto asiatiche, dall’altra il numero degli addetti si è ridotto. Dal 2019 l’occupazione del settore ha perso il 9%, secondo i dati richiamati in uno studio dell’Ocse diffuso dalla Commissione.
L’Asia rafforza la presa sulla filiera
Batterie e componenti avanzati arrivano sempre più spesso dall’Asia. Il dato segnala una dipendenza crescente dell’automotive europeo da produzioni collocate fuori dall’Unione, con la Cina indicata come riferimento centrale nelle forniture.
Lo studio mette quindi in evidenza la fragilità della filiera continentale. La maggiore presenza asiatica riguarda proprio alcuni elementi rilevanti per l’evoluzione tecnologica dell’auto, tra cui gli accumulatori e i componenti di nuova generazione.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il conto della transizione ricade sull’occupazione
A fronte di questo cambiamento industriale, il comparto ha registrato una contrazione dell’occupazione. Il confronto con il 2019 indica una riduzione del 9% dei lavoratori, un arretramento che accompagna la trasformazione ancora incompleta del settore.
Secondo il quadro delineato dall’analisi, i dipendenti stanno sostenendo il peso della mancata transizione. La riduzione degli addetti si somma così alla dipendenza dalle forniture asiatiche, componendo un doppio problema per l’automotive dell’Unione europea.
Continua a leggere
Dubai, la porta per 7.000 imprese italiane: la nuova intesa
Dubai Chambers e Assolombarda rafforzano il dialogo economico e preparano nuove occasioni di collaborazione tra aziende italiane ed emiratine
Casa, torna il 65% per l’energia? Il nodo resta Bruxelles
Il governo valuta di riportare al 65% la detrazione per l’efficientamento delle abitazioni principali, ma la trattativa con l’Europa è ancora aperta.
Microchip, Novara accelera: lavori al via in primavera
Invitalia ha concluso l’istruttoria per il progetto di Silicon Box, che vale 3,2 miliardi e prevede un sostegno pubblico da 1,3 miliardi
Petrolio oltre 100 dollari, ma le Borse frenano la caduta
I rendimenti dei titoli di Stato arretrano dai picchi, mentre Milano limita la perdita allo 0,9% e il Brent continua a salire.