Auto, la Cina domina elettriche e ricarica: Usa indietro
Nel 2025 le vetture ricaricabili hanno raggiunto il 53% del mercato cinese, contro il 27% europeo e il 10% americano
La Cina ha superato il 50% di auto elettriche e ibride ricaricabili nelle vendite, mentre gli Stati Uniti sono fermi al 10%.
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Il vantaggio delle infrastrutture cinesi
Il divario riguarda anche la rete necessaria per alimentare le vetture. Alla fine del 2025, sui 2,67 milioni di connettori pubblici per la ricarica rapida presenti nel mondo, 2,18 milioni erano installati in Cina. L’Unione Europea ne contava 230.000 e gli Stati Uniti 70.000.
Pechino sta inoltre lavorando su sistemi capaci di arrivare a una potenza di un megawatt. BYD ha annunciato 3.000 stazioni Flash Charging in Europa nel 2027, portando la competizione cinese anche nel comparto delle infrastrutture.
Produzione e previsioni mondiali
Secondo Mobility Global, nel 2026 la Cina realizzerà più del 66% delle automobili elettriche prodotte nel mondo. Il Nord America dovrebbe fermarsi al 5%. Questo risultato deriva da investimenti pubblici prolungati, aiuti alle aziende e dal consolidamento della filiera delle batterie.
Un’analisi dell’OCSE riferita al periodo 2010-2024 rileva che i produttori cinesi hanno ottenuto sussidi pari al doppio di quelli assegnati alle imprese degli altri 38 Paesi esaminati. In rapporto al fatturato, il sostegno è stato quattro volte maggiore.
Vendite divise tra Cina e Occidente
Nel 2025 i veicoli ricaricabili, cioè elettrici e ibridi con spina, hanno inciso per il 53% sul mercato cinese. Nell’Unione Europea la percentuale è stata del 27%, mentre negli Usa si è fermata al 10%; nel 2020 i valori erano rispettivamente 6%, 10% e 2%.
La graduatoria prevista per il 2026 conferma il peso dei costruttori asiatici: BYD dovrebbe arrivare al 13,41% delle vendite mondiali di elettriche, Tesla al 9,89% e Geely all’8,39%. Volkswagen, primo gruppo europeo, è stimata al 5,88%.
Gli Stati Uniti puntano sulle ibride
Nei primi nove mesi del 2026 negli Stati Uniti le ibride tradizionali hanno raggiunto il 15,7% del mercato, dal 13,2% dello stesso periodo del 2025 e dal 3,1% del 2020. Le elettriche senza motore termico sono invece scese dal 7,5% al 5,7%.
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A influire sulla frenata è stata anche la fine, nel settembre 2025, dei crediti federali che potevano arrivare a 7.500 dollari. Ford, General Motors, Honda, Nissan e Stellantis hanno quindi ridimensionato alcuni programmi sulle elettriche, destinando più risorse alle ibride.
L’incertezza delle regole europee
La strategia europea resta meno lineare. Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha proposto di portare dal 100% al 90% la riduzione delle emissioni richiesta alle auto nuove dal 2035. Il piano consentirebbe di mantenere alcune soluzioni termiche e ibride tramite compensazioni.
Nell’ottobre 2026 al Parlamento europeo è stata discussa anche una soglia dell’87,5%. La modifica non ha ancora concluso l’iter legislativo, ma un eventuale allentamento potrebbe sostenere i produttori alle prese con costi alti e una domanda di elettriche sotto le attese. Allo stesso tempo, avrebbe l’effetto di rallentare investimenti e diffusione delle vetture a batteria.
Le stime fino al 2036
GlobalData prevede che nel 2036 le elettriche pure rappresenteranno l’80% delle vendite europee, rispetto al 54% cinese e al 38% nordamericano. Su scala mondiale, invece, la loro quota dovrebbe fermarsi intorno al 50%.
Le ibride di ogni tipo, comprese quelle ricaricabili e i modelli elettrici dotati di motore generatore, dovrebbero passare dal 16% del 2025 a quasi il 25% nel 2031. Nel 2036 conserverebbero circa un quinto del mercato, segnalando una permanenza significativa dei motori a combustione.
La Cina dispone così di un vantaggio che comprende vendite, capacità produttiva, batterie e sistemi di ricarica. La guerra dei prezzi sta però comprimendo i margini: nel primo semestre del 2026, nel mercato interno, elettriche e ibride ricaricabili hanno registrato un calo del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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