Auto e fisco, chi resta davvero senza alternative
Le agevolazioni su bollo e carburanti riducono i costi, ma non distinguono tra necessità, reddito e disponibilità di trasporti.
La mobilità non coincide con il possesso di un’auto: diventa libertà soltanto quando si può scegliere se usarla oppure no. Il punto critico delle nuove misure fiscali, quindi, non è stabilire se sostenere l’automobile, ma capire chi venga davvero aiutato quando mancano alternative concrete.
Un aiuto legato al bisogno
Un possibile correttivo sarebbe trasformare parte delle risorse in un credito per gli spostamenti destinato ai nuclei con redditi più bassi. L’importo potrebbe aumentare nei comuni dove autobus e treni sono meno frequenti, gli orari più limitati e i servizi essenziali più lontani.
Per individuare la reale dipendenza dall’auto non basterebbe la potenza del veicolo. Accanto all’Isee si potrebbe utilizzare un indicatore pubblico dell’accessibilità, costruito su frequenza dei collegamenti, distanza da stazioni, scuole e strutture sanitarie. Il credito sarebbe spendibile sul trasporto pubblico oppure, quando questo non rappresenta un’alternativa praticabile, per acquistare carburante.
Quando il prezzo corre troppo
Anche l’accisa potrebbe avere un compito più preciso: intervenire in modo automatico quando il costo del petrolio supera una soglia prestabilita. La riduzione dovrebbe restare entro l’extragettito Iva, avere una durata definita, un limite di spesa e controlli per verificare che il vantaggio raggiunga effettivamente il prezzo alla pompa.
Un meccanismo del genere avrebbe la funzione di contenere gli scatti improvvisi, senza trasformare ogni emergenza in uno sconto generalizzato. Il principio è quello di usare uno strumento temporaneo per una crisi temporanea, non di farne una forma permanente di sostegno ai consumi.
Due imposte, due effetti diversi
Il bollo dipende dalla proprietà del mezzo e viene riscosso dalle Regioni, anche se l’automobile non circola. L’accisa, invece, è incorporata nel costo di ogni litro acquistato; sul prezzo complessivo viene poi calcolata l’Iva. Una grava sul veicolo fermo, l’altra si manifesta nel momento del rifornimento.
Per il bollo è prevista l’esenzione, per i pagamenti del 2027, su una sola automobile intestata a una persona fisica. La misura comprende vetture a benzina, diesel e ibride, a condizione che la potenza non superi 80 kilowatt, equivalenti a circa 109 cavalli.
La regola non considera il reddito familiare, l’età o il valore dell’auto, i chilometri percorsi né l’assenza di collegamenti alternativi. Così una vettura da 80 kilowatt rientra nel beneficio, mentre una da 81 ne rimane esclusa, anche se la differenza tecnica non modifica il bisogno di chi la utilizza.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Due adulti appartenenti alla stessa famiglia possono inoltre ottenere due agevolazioni separate, perché il limite è riferito alla persona e non al nucleo. Un professionista con un’auto recente e una fermata della metropolitana vicina potrebbe quindi essere favorito, mentre un’infermiera costretta a usare una vecchia vettura da 81 kilowatt per il turno notturno resterebbe fuori.
Lo sconto alla pompa
Per il gasolio l’aliquota ordinaria dell’accisa è fissata a 67,29 centesimi per litro. Il decreto la abbassa a 57,29 centesimi fino al 25 settembre e poi a 62,29 fino al 5 ottobre.
Se la riduzione viene trasferita integralmente agli automobilisti, un pieno da 50 litri vale al massimo 6,10 euro di risparmio nella prima fase e 3,05 nella seconda, Iva compresa. La stessa diminuzione unitaria viene riconosciuta sia a chi non ha alternative sia a chi potrebbe lasciare l’auto in garage; in termini complessivi, chi consuma più carburante ottiene un vantaggio maggiore.
Quanto costa la scelta fiscale
La riduzione dell’accisa comporta una spesa di 111,8 milioni, pari a circa 6,2 milioni per ciascuno dei diciotto giorni considerati. L’esenzione dal bollo richiede invece 2,2935 miliardi, che distribuiti lungo un anno equivalgono a circa 6,3 milioni al giorno.
Le due misure hanno durata e natura differenti, ma producono un impegno quotidiano molto simile. Per il bollo il mancato incasso viene compensato con trasferimenti alle Regioni e alle Province autonome: l’imposta non viene cancellata, bensì sostituita da una spesa a carico del bilancio pubblico.
Il finanziamento dovrà quindi arrivare da nuove entrate oppure da tagli ad altre voci. Una revisione del bollo potrebbe evitare il salto netto tra 80 e 81 kilowatt, adottando una progressione continua fondata su potenza e valore dell’automobile. Le risorse risparmiate da un’esenzione indistinta potrebbero così concentrarsi su chi affronta davvero maggiori difficoltà di spostamento.
Il provvedimento deve ancora essere convertito. Nel frattempo mette insieme due interventi diversi: per i versamenti del 2027 alleggerisce il bollo su un’auto fino a 80 kilowatt e, per un periodo limitato, riduce il prelievo sul gasolio. Il tema aperto resta quello della scelta: il vero privilegio non è avere più cavalli, ma vivere in un luogo dove il motore può restare spento.
Continua a leggere
Bilanci alle due categorie: è scontro tra commercialisti e consulenti
L’articolo 13 del Ddl Concorrenza amplia le competenze dei consulenti del lavoro e accende il confronto con i commercialisti sulla gestione dei bilanci aziendali.
Stipendio insufficiente: Gianluca regge con rate e ore extra
A 52 anni, l’agente Gianluca Cioè racconta il peso delle spese familiari dopo il trasferimento da Roma a Brescia.
Carburanti, la mossa di Q8: il tetto arriva dal 1° ottobre
Per un mese Q8 limiterà il prezzo di benzina e gasolio, ma senza indicare ancora la soglia: intanto l’Unione europea valuta un intervento
Bruxelles, la cifra che può riaprire i conti: spread a 100
Il governo cerca un’intesa sulla somma da autorizzare attraverso la clausola nazionale, mentre il rendimento dei titoli torna sotto osservazione.