Autisti introvabili, l’industria prova a cambiare il viaggio delle merci
Confindustria lancia un manifesto con dieci interventi volontari per rendere il lavoro dei conducenti più sicuro, sostenibile e attrattivo
La difficoltà nel reperire conducenti rischia di indebolire una rete dalla quale dipende oltre il 90% delle merci movimentate in Italia. Per affrontare il problema, Confindustria propone alle imprese un accordo dedicato al benessere degli autisti e alla collaborazione con il comparto dell’autotrasporto.
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La carenza di conducenti diventa strutturale
Secondo una stima della Commissione europea, nel 2025 mancavano circa 444mila autisti a livello continentale. Senza misure mirate, il fabbisogno potrebbe raggiungere quota 745mila entro il 2028. In Italia il deficit supera già le 25mila unità e potrebbe aggravarsi nei prossimi cinque anni, quando numerosi conducenti arriveranno all’età della pensione.
Le difficoltà nel trovare personale, unite alla scarsa capacità di attrarre giovani verso questa professione, rappresentano una criticità per l’intera economia. Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l’industria del turismo, ha sottolineato che la movimentazione delle merci è parte integrante dell’attività industriale: «Trasporti e logistica sono il primo e l’ultimo anello del processo produttivo, perché il processo termina solo quando il prodotto viene consegnato al cliente finale».
Dieci misure per rendere il lavoro più attrattivo
Il progetto si chiama “Welfare on the road” e raccoglie dieci indicazioni rivolte alle aziende. Tra le proposte figurano tempi di attesa più brevi per il carico e lo scarico, orari più ampi nei punti di consegna e ritiro, disponibilità di servizi igienici e spazi per la pausa, oltre a interventi su sicurezza, formazione e strumenti tecnologici.
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L’obiettivo è migliorare concretamente l’esperienza quotidiana dei conducenti e rafforzare il loro ruolo nelle filiere produttive. Destro ha spiegato che il documento, sviluppato da Confindustria con la collaborazione di Anita, punta anche a favorire rapporti più cooperativi tra aziende e autotrasportatori, così da sostenere la puntualità e l’efficienza delle consegne dei prodotti italiani sui mercati.
Adesione libera e applicazione flessibile
Il manifesto è stato presentato martedì 13 ottobre 2026 nella sede di Confindustria Brescia. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, Giuseppe Pasini, alla guida di Confindustria Lombardia, e Riccardo Morelli, presidente di Anita, collegato in videoconferenza.
La partecipazione delle imprese non è obbligatoria. Ogni azienda potrà decidere se aderire e scegliere come tradurre le dieci indicazioni nella propria organizzazione, mantenendo autonomia nella definizione degli interventi più adatti alle proprie esigenze.
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