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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Attacco a Revolut: chi potrà farsi rimborsare i documenti

La società britannica assicura che coprirà la sostituzione dei documenti per i 680 clienti coinvolti e nega di aver versato denaro agli autori dell’attacco.

Revolut rimborserà le spese sostenute dai clienti costretti a cambiare i documenti d’identità dopo l’attacco informatico reso noto a metà settembre. La misura riguarda le 680 persone coinvolte nella violazione, mentre la società britannica sostiene di non avere pagato alcun riscatto.


Il rimborso riguarda i documenti

A confermare l’impegno è stata Bèatrice Cossa-Dumurgier, amministratrice delegata di Revolut per l’Europa occidentale. In un’intervista a Bfm Tv, ripresa da Reuters, la manager ha spiegato che l’azienda si farà carico dei costi affrontati dai clienti che sceglieranno di sostituire i propri documenti d’identità.

L’intervento è stato deciso dopo l’attacco informatico che aveva esposto i dati di un gruppo limitato di utenti. Per le persone interessate, dunque, la sostituzione dei documenti non dovrebbe tradursi in una spesa a proprio carico, purché rientri nelle conseguenze della violazione.

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La società nega il pagamento

Oltre a garantire assistenza ai clienti coinvolti, Revolut ha ribadito di non aver ceduto alle richieste degli autori dell’attacco. La fintech britannica sostiene quindi di non avere versato alcun riscatto per ottenere la restituzione o la protezione delle informazioni.

La vicenda era stata portata alla luce dal Financial Times a metà settembre. Le dichiarazioni di Cossa-Dumurgier aggiungono ora un elemento concreto alla gestione dell’incidente: il rimborso delle spese per il rinnovo dei documenti e il supporto destinato ai 680 clienti interessati.

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