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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Amundi, masse a 2.579 miliardi e utile su del 20%

La raccolta netta raggiunge 102 miliardi nei primi nove mesi, con 45,6 miliardi ottenuti tra luglio e settembre

Amundi ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con una raccolta netta di 102 miliardi di euro, il dato più alto registrato nel periodo. Nel terzo trimestre il gruppo francese ha raccolto 45,6 miliardi, mentre l’utile netto rettificato è salito a 409 milioni, con un incremento annuo del 20,2%.

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Patrimonio e risultati trimestrali

A fine settembre le masse gestite da Amundi ammontavano a 2.579 miliardi di euro. Il valore è cresciuto dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025 ed è rimasto pressoché invariato rispetto al trimestre precedente.

Considerando i dodici mesi terminati il 30 settembre, la raccolta netta ha raggiunto 123 miliardi di euro, senza includere i trasferimenti connessi a un mandato istituzionale in India. Nel trimestre, i 45,6 miliardi sono calcolati al netto di 39,1 miliardi trasferiti nell’ambito dello stesso mandato, caratterizzato da margini ridotti; includendo quelle movimentazioni, il dato sarebbe stato di 6,5 miliardi.

L’utile netto contabile si è attestato a 675 milioni di euro. Sul risultato ha inciso per circa 300 milioni la plusvalenza derivante dalla quotazione della joint venture indiana SBI FM. L’utile per azione rettificato è arrivato a 2,04 euro, in aumento del 23,2% su base annua.


ETF, gestione attiva e previdenza

Nei primi nove mesi l’utile netto rettificato è cresciuto del 21,6%, a 1.189 milioni di euro. L’utile per azione rettificato ha invece raggiunto 5,82 euro, con una crescita del 22,6%.

Gli ETF hanno portato 17 miliardi di euro di raccolta netta nel terzo trimestre, mentre la gestione attiva ne ha ottenuti 14 miliardi, soprattutto grazie ai comparti obbligazionario e multi-asset. La piattaforma degli ETF vale ora 432 miliardi di euro di masse, di cui oltre 100 miliardi in Germania.

La raccolta previdenziale del trimestre è stata pari a 12 miliardi di euro. Il risultato è stato sostenuto da un nuovo accordo distributivo in Germania e da due mandati istituzionali, uno tedesco e uno asiatico.

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Valérie Baudson, amministratrice delegata di Amundi, ha attribuito la crescita alla raccolta netta e alle priorità strategiche del gruppo, sostenendo che i risultati confermano la capacità della società di rispondere alle esigenze della clientela.


Accordi e presenza internazionale

I distributori digitali hanno generato 4 miliardi di euro di raccolta netta. Amundi ha inoltre prorogato fino al 2035 la partnership con Banco Sabadell, inizialmente destinata a concludersi nel 2030.

A livello geografico, l’Europa del Nord ha contribuito con 18 miliardi di euro, con risultati positivi in tutti i Paesi della regione. La raccolta è risultata distribuita tra diverse aree e categorie di clienti.

In Asia il gruppo ha raccolto 8 miliardi di euro, di cui 5 miliardi attraverso la distribuzione diretta e senza considerare le joint venture. La Cina ha rappresentato il principale mercato dell’area, con 2 miliardi ottenuti grazie alle due joint venture e alla rete distributiva diretta.

A fine settembre, dopo il completamento del riacquisto di azioni da 500 milioni di euro e l’acquisizione del 9,9% di ICG, l’eccedenza di capitale di Amundi superava il miliardo di euro.

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