Alberi, la svolta delle città: 1,48 milioni grazie al Pnrr
Nel 2025 l’Italia ha aumentato gli impianti arborei, ma tra territori virtuosi e fondi regionali ancora bloccati il quadro resta molto diseguale.
Catania ha recuperato in una sola stagione progetti rimasti fermi per tre anni, mettendo a dimora 118 mila alberi. Insieme a Reggio Calabria, Torino e Roma, la città siciliana contribuisce alla forte accelerazione degli interventi sostenuti dal Pnrr.
Le città accelerano la svolta verde
Le Città metropolitane hanno piantato complessivamente 1,48 milioni di alberi e arbusti. Torino, con oltre 455 mila esemplari, e Roma, con 414 mila, concentrano da sole il 59% del totale registrato nelle aree metropolitane.
Alle loro spalle si collocano Reggio Calabria, con 261 mila alberi, e Catania. I dati fanno emergere il peso degli interventi urbani e periurbani nella crescita complessiva del patrimonio verde nazionale.
Un raccolto verde da 28 milioni
Nel corso del 2025 sono stati realizzati impianti per quasi 3,7 milioni di alberi, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente. Le nuove aree verdi coprono più di 5.300 ettari.
Secondo la sesta edizione dell’Atlante delle Foreste, elaborato da Legambiente e AzzeroCO2 con il supporto tecnico della Compagnia delle Foreste per Il Sole 24 Ore, queste piantumazioni possono produrre servizi ecosistemici dal valore stimato di circa 28 milioni di euro ogni anno, per tutta la durata degli impianti arborei e arbustivi.
Trentino ancora in testa
La graduatoria regionale vede nuovamente al primo posto il Trentino-Alto Adige, che per il terzo anno consecutivo supera quota 840 mila alberi. Gli interventi sono stati finanziati dalle risorse provinciali destinate a recuperare le superfici danneggiate dalla tempesta Vaia e dalla diffusione del bostrico.
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La Sicilia conquista invece per la prima volta la seconda posizione, con più di 600 mila nuove piante. Il risultato è legato ai fondi rimasti del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022 e ai progetti promossi dalle Città metropolitane di Catania e Palermo.
Risorse regionali ancora diseguali
Lombardia e Piemonte seguono a poca distanza, rispettivamente con oltre 479 mila e 469 mila alberi. Il quadro nazionale, tuttavia, resta frammentato: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche e Molise non hanno finanziato nuovi impianti attraverso i normali strumenti regionali di politica forestale.
Nella maggior parte dei casi pesa il mancato avvio del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale collegato al Piano strategico della Politica agricola comune 2023-2027, ancora nella fase iniziale dopo la conclusione della precedente programmazione. Nel 2025 soltanto Lombardia, Toscana e Umbria hanno utilizzato le risorse della misura.
Il nodo dei prossimi anni
Abruzzo e Basilicata prevedono di attivare interventi tra la fine del 2026 e il 2027. La Liguria rappresenta un caso diverso: la scelta di non finanziare nuovi impianti è ricondotta all’ampia superficie boschiva già presente sul territorio.
Resta infine assente, per il quinto anno consecutivo, il dato relativo alla Sardegna. La crescita nazionale, quindi, convive con ritardi amministrativi, strategie regionali differenti e informazioni ancora incomplete.
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