Mps-Intesa, il rilancio non basta: premio ancora sotto il 30%
Il consiglio di amministrazione del Monte segnala l’incertezza per gli azionisti, chiamati a decidere prima dei documenti ufficiali sull’offerta
Gli azionisti di Mps potrebbero essere chiamati a scegliere il futuro della banca senza avere ancora a disposizione tutte le informazioni sull’offerta di Intesa Sanpaolo. È questo il principale elemento di preoccupazione evidenziato dal consiglio di amministrazione straordinario del Monte, riunito dopo il rilancio di Ca’ de Sass.
Soci davanti a una scelta incerta
Secondo Mps, la decisione di Intesa Sanpaolo di legare la propria proposta alla bocciatura del piano industriale della banca senese rende il quadro particolarmente delicato. I soci rischiano così di dover valutare il progetto del Monte e l’operazione concorrente in momenti diversi e senza un quadro informativo completo.
Il consiglio sottolinea che il Documento di Offerta di Intesa non è ancora stato pubblicato e che la proposta dovrà prima ottenere le autorizzazioni previste. Tra queste rientra anche il via libera dell’Antitrust; inoltre, il cda di Mps non ha ancora potuto formulare il proprio giudizio sull’Opas.
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Il rilancio resta sotto la media
Nella nota diffusa al termine della riunione, Mps sostiene che l’aumento della proposta non abbia colmato la distanza rispetto ai precedenti del settore. Il premio riconosciuto da Intesa Sanpaolo sul valore delle azioni, afferma la banca, “resta inferiore a quello mediamente osservato” nelle offerte pubbliche volontarie comparabili in Italia.
Il riferimento indicato dal Monte è una media vicina al 30% rispetto al prezzo ufficiale registrato prima dell’annuncio, come riportato dalla stessa banca nel comunicato del 16 luglio 2026. Per il cda, dunque, la nuova proposta non modifica il nodo centrale: i soci dovrebbero rinunciare al progetto industriale di Mps prima di conoscere integralmente condizioni, autorizzazioni e valutazioni formali dell’offerta di Intesa.
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