8.000Lettori online ora
Cultura 1 min di lettura6 giorni fa

Vulci, riemerge una tomba etrusca con oro e arredi intatti

Nella necropoli della Polledrara è emerso un sepolcro monumentale che amplia la lettura della società vulcente e porta alla luce materiali preziosi, dalle ceramiche greche a una rara calzatura femminile.

A Vulci è affiorata una tomba etrusca di grande rilievo, capace di offrire nuovi elementi sulla società dell’élite locale di 2600 anni fa. Il ritrovamento, avvenuto durante gli scavi in corso nella necropoli della Polledrara, riguarda la cosiddetta Tomba della Camera di pietra.


Reperti preziosi rimasti al loro posto

Nel complesso funerario gli archeologi hanno recuperato materiali di notevole qualità: ceramiche greche, oggetti in oro, armi, elementi di un carro, manufatti in osso e avorio, oltre a ornamenti personali. Tra i pezzi più insoliti compare anche una rara calzatura femminile, mentre in alcune camere laterali sono rimasti intatti un tripode in bronzo e una lucerna in gesso alabastrino.


Il valore del progetto internazionale

Le indagini si svolgono dentro il progetto internazionale “Ritorno a Vulci”, avviato nel 2023 con la partecipazione di École française de Rome, Sapienza Università di Roma e British Museum, insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, alla Direzione regionale Musei nazionali Lazio e alla Fondazione Vulci. Grazie a queste attività è stato individuato anche il recinto circolare del Tumulo Gsell, già noto dal 1889 ma mai scavato del tutto.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Le prospettive aperte dalla scoperta

Carlo Casi, direttore del Parco naturalistico archeologico di Vulci, ha sottolineato che la conservazione di parte delle deposizioni in situ, unita alla varietà dei materiali, offre nuove possibilità di studio sui rituali funerari e sui rapporti mediterranei della città alla fine del VII secolo a.C. Per Casi, il ritrovamento conferma anche il ruolo dell’archeologia nel ricomporre una storia frammentata e nel restituire a Vulci una dimensione internazionale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere