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Cultura 3 min di lettura1 ora fa

Quasi 40mila morti per il caldo: l’allarme di Amitav Ghosh

Dalla vulnerabilità climatica dell’Italia alle guerre legate ai combustibili fossili, lo scrittore indiano analizza le crisi che si sovrappongono nel presente.

L’Europa non può più considerarsi al riparo dagli effetti del riscaldamento globale. Secondo Amitav Ghosh, le temperature elevate avrebbero provocato quasi 40mila decessi nel continente durante l’estate, una cifra vicina a quella registrata nel 2005. Il cambiamento climatico, dunque, non è una minaccia lontana: incide già sulla salute, sulla sicurezza e sull’equilibrio dei territori.

Anche l’Italia, nella sua lettura, occupa una posizione particolarmente esposta. Il Paese registra in media tre o quattro fenomeni meteorologici estremi ogni giorno, mentre montagne, ghiacciai, coste e aree densamente abitate rendono più complessa la gestione dei rischi.

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L’Europa scopre la propria fragilità

A Monforte d’Alba, nel Cuneese, Ghosh ha richiamato l’attenzione soprattutto sulle regioni montane, dove l’aumento delle temperature può accelerare lo scioglimento dei ghiacci e modificare la circolazione delle acque. In Nepal, ha ricordato, lo scioglimento dei laghi glaciali ha già contribuito a provocare alluvioni; dinamiche analoghe interessano diverse zone dell’Himalaya.

Tra le aree italiane più vulnerabili lo scrittore ha indicato il Veneto. Il disastro del Vajont resta, a suo giudizio, un monito sulla gravità delle conseguenze che possono nascere da un rapporto alterato tra intervento umano, ambiente e territorio. Anche la devastazione di vaste porzioni di bosco nelle Dolomiti ha mostrato quanto siano delicati gli ecosistemi di montagna.


Per lo scrittore conta raccontare

Il ruolo della letteratura è stato il punto di partenza della riflessione di Ghosh, che ha evitato di assegnare agli autori una responsabilità valida per tutti. Ogni scrittore, ha spiegato, possiede una visione personale del proprio lavoro; per quanto lo riguarda, considera essenziale descrivere con attenzione il mondo circostante. «Per me, da sempre, è molto importante rappresentare la realtà che mi circonda».

Ghosh non si presenta però come un militante né attribuisce alla narrativa il compito di sostituire l’azione politica. La scrittura può piuttosto osservare e rendere leggibili gli avvenimenti, mostrando i nessi tra fenomeni diversi. La sua responsabilità, ha chiarito, consiste almeno nel raccontare ciò che accade.


Una crisi dentro l’altra

Lo scrittore definisce il presente una “policrisi”: non un’unica emergenza, ma una serie di difficoltà che si alimentano reciprocamente. Al riscaldamento del pianeta si aggiungono la riduzione della biodiversità, la scomparsa di numerose specie e l’instabilità politica.

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Un esempio di queste connessioni è rappresentato dai combustibili fossili. Ghosh collega i conflitti in Medio Oriente e la gara internazionale per il controllo delle risorse energetiche alla permanenza di un modello economico e geopolitico ancora fortemente dipendente dal petrolio e dal gas. Nella sua analisi, gli Stati Uniti stanno concentrando le proprie forze proprio su questo settore e puntano a controllarne il più possibile, mentre l’impero angloamericano è nato su un’economia fondata sulle fonti fossili: per questo abbandonarle risulta particolarmente difficile.


Dalla noce moscata al tartufo

Il rapporto tra merci, potere e dominio attraversa anche i libri di Ghosh. Nel saggio «La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi», pubblicato in Italia da Neri Pozza nel 2022, la storia di una spezia diventa un esempio delle conseguenze generate dalla trasformazione delle risorse naturali in strumenti di conquista e sfruttamento. Un tema presente anche nel recente «L’occhio fantasma», uscito per Einaudi nel 2026.

Da questo punto di vista, l’autore ha accostato il destino della noce moscata a quello del tartufo bianco d’Alba. La coltivazione del prodotto è già comparsa in territori lontani dalle Langhe, dalla Virginia alla Cina; una produzione cinese su vasta scala, ha osservato, potrebbe rendere più difficile difendere l’unicità del tartufo piemontese e il suo legame con il luogo d’origine.


Il premio e l’incontro ad Alba

Ghosh, scrittore e antropologo indiano tra i principali autori contemporanei sui rapporti fra storia, colonialismo, ambiente ed economia, ha affrontato questi temi durante una conferenza nella sede della Fondazione Bottari Lattes. L’incontro si è svolto alla vigilia del conferimento del Premio speciale Lattes Grinzane.

La cerimonia è prevista ad Alba domani, sabato 17 ottobre. L’appuntamento arriva mentre, nella lettura dell’autore, le crisi ambientali, sanitarie, economiche e geopolitiche mostrano sempre più chiaramente quanto siano legate tra loro.

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