Martin Parr a Milano: 70 scatti tra vacanze, amore e ironia
Spazio Varesina 204 ospita una selezione di immagini che attraversa oltre trent’anni di osservazione della vita quotidiana e dei suoi rituali
Martin Parr ha raccontato per più di mezzo secolo il comportamento umano con colori accesi, umorismo e attenzione ai dettagli. Nato a Epsom, nel Surrey, nel 1952 e scomparso a Bristol nel 2025, il fotografo britannico ha lasciato un segno decisivo nella fotografia documentaria contemporanea, trasformando scene comuni in immagini capaci di parlare di un’intera società.
Il suo interesse per la fotografia comincia da bambino, anche grazie all’incoraggiamento del nonno George Parr, fotografo dilettante. Dopo gli studi al Manchester Polytechnic, frequentati dal 1970 al 1973, Parr entra nel 1994 nell’Agenzia Magnum, di cui sarà presidente tra il 2013 e il 2017. Nel corso della carriera lavora anche come curatore e docente, mentre le sue fotografie entrano nelle raccolte di Tate, Centre Pompidou e Museum of Modern Art di New York.
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Un’eredità costruita sull’osservazione
Nel 2019 la National Portrait Gallery di Londra gli dedica la grande rassegna Only Human. Due anni dopo Parr riceve il titolo di CBE, mentre nel 2024 ottiene il premio alla carriera del La Gacilly-Baden Photo Festival e viene accolto nella International Photography Hall of Fame.
Tra i momenti più singolari della sua attività figura il riconoscimento ottenuto nel Guinness World Records nel 1999. La mostra Common Sense fu infatti proposta nello stesso giorno, il 1° aprile, in 41 gallerie sparse nel mondo e arrivò poi a un totale di 44 sedi tra marzo e maggio. Nel 2017 il fotografo fonda a Bristol la Martin Parr Foundation, nata per tutelare e promuovere la fotografia britannica.
La mostra milanese non segue lo sviluppo temporale della sua produzione. Arianna Rinaldo, curatrice del progetto, ha scelto invece di organizzare le opere attorno a due parole: ironia e amore, considerate come altrettanti strumenti per leggere le contraddizioni della vita senza rinunciare alla partecipazione.
Milano ritrova il mondo di Parr
Il progetto espositivo si intitola “Martin Parr. Ironia & Amore: istruzioni per una vita felice” e riunisce 70 fotografie realizzate in oltre trent’anni, tra la conclusione del Novecento e l’avvio del nuovo millennio. L’appuntamento è allo Spazio Varesina 204, nel Milano Certosa District, dal 15 ottobre al 28 febbraio 2027.
Varesina 204 cura produzione e organizzazione dell’iniziativa, sviluppata insieme a Monstrum e YourPictureditor. Le immagini provengono anche da progetti e libri centrali nel percorso dell’autore, tra cui Common Sense, Sign of the Times e The Last Resort.
Vacanze, turisti e piccoli rituali
Una parte del percorso si concentra sul tempo libero e sui luoghi in cui le persone cercano una pausa dalle incombenze quotidiane. Spiagge, stazioni sciistiche, monumenti e destinazioni turistiche diventano così scenari nei quali osservare comportamenti, pose e abitudini condivise.
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Dalle coste di Benidorm alle montagne svizzere, passando per le piramidi egizie e quelle Maya in Messico, Parr compone una mappa internazionale del turismo. Nei suoi scatti compaiono anche molti inglesi, presenza ricorrente della sua ricerca, colti tra gesti abituali, eccentricità e modi personali di stare nello spazio pubblico.
Il fotografo parte spesso da un episodio apparentemente insignificante: un’espressione, un movimento, un abbinamento curioso o una situazione affollata. Attraverso quel particolare, l’immagine finisce però per suggerire considerazioni più ampie sui consumi, sul viaggio e sulla rappresentazione di sé.
Quando l’amore perde complicità
Il passaggio alla sfera privata avviene attraverso le coppie. La serie Bored Couples mostra uomini e donne insieme in momenti nei quali la vicinanza non coincide necessariamente con il dialogo o con l’intesa, lasciando emergere la stanchezza della routine.
Tra i soggetti appaiono anche Parr e sua moglie: il fotografo inserisce se stesso nella scena e rende personale un tema già osservato negli altri. Accanto alla noia quotidiana prende forma una diversa immagine dell’amore, fatta di baci, abbracci, cuori, dolci e oggetti volutamente vistosi.
Il romanticismo viene così presentato come sentimento, ma anche come rito collettivo e spettacolo visivo. Parr mantiene una posizione insieme distante e partecipe: non condanna ciò che fotografa, bensì lascia che siano le situazioni e i loro dettagli a rivelare il carattere talvolta teatrale della vita sentimentale.
Parr diventa il proprio soggetto
Nell’ultima parte della mostra l’autore abbandona, almeno idealmente, il ruolo di osservatore nascosto. Nei suoi autoritratti posa davanti a monumenti, in ambienti scenografici o dentro cabine fotografiche dedicate al turismo, assumendo l’aspetto del visitatore comune.
Il rovesciamento è coerente con il suo metodo: dopo aver studiato a lungo gli altri, Parr accetta di entrare nello stesso universo di immagini. Anche il pubblico potrà sperimentare questa inversione, facendosi ritrarre in ambientazioni ispirate alle fotografie esposte e diventando per qualche minuto parte del percorso.
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