Due rondini e una ferita: Carmen Gallo vince lo Strega Poesia
Con 33 voti su 83, la poetessa si impone con “Procne Machine”, un’opera che rilegge il mito di Filomela attraverso censura, traduzione e violenza
Nel finale di “Procne Machine”, due rondini imbalsamate sembrano trovare una via di fuga proprio attraverso il fuoco: con loro prende fuoco anche la casa, fino a diventare fumo. È l’immagine più estrema di una raccolta in cui la voce femminile, a lungo congelata e manipolata, prova a sottrarsi alle forme che l’hanno imprigionata.
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La fuga delle voci congelate
Il poemetto “Le metamorfosi” dà parola a due rondini sottoposte alla tassidermia. Un tempo erano chiuse in gabbia e tentavano una migrazione impossibile; poi, dopo aver smesso di cantare, sono state congelate dentro una busta e trasformate in oggetti da conservare.
Il loro verso viene infine affidato a un congegno che riproduce una registrazione. La ripetizione meccanica del canto convive così con una liberazione distruttiva: le rondini e l’edificio vengono inghiottiti dalle fiamme, in una scena che chiude il libro con il segno della rottura.
Tradurre significa trasformare
Per Carmen Gallo, la conservazione del corpo e la traduzione rappresentano due gesti opposti. La prima svuota l’animale per mantenerne intatta l’apparenza; la seconda accetta di perdere una parte dell’originale per produrre una lingua nuova, appartenente a nessuno dei due testi di partenza.
La raccolta nasce proprio da questa idea di passaggio e alterazione. La storia di Filomela viene ripercorsa attraverso le sue numerose riscritture, da Ovidio a Gascoigne, da “Tito Andronico” fino a “Foe” di Coetzee. Il confronto tra le versioni fa emergere la violenza che la tradizione aveva spesso lasciato sullo sfondo.
Il premio arriva con 33 voti
La vittoria è stata assegnata durante la cerimonia all’Acquario Romano, dove “Procne Machine”, pubblicato da Einaudi, ha ottenuto 33 preferenze sulle 83 espresse. Gallo si è così aggiudicata la quarta edizione del Premio Strega Poesia.
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Alle sue spalle si sono piazzate Isabella Leardini, con 18 voti per “Maniere Nere” di Mondadori, e Vincenzo Ostuni, fermo a 17 con “Faldone” de Il Saggiatore. Federico Italiano ha raccolto 10 voti con “Godzilla e altre poesie” di Guanda, mentre Fabrizio Lombardo ne ha ricevuti 5 per “La linea spezzata” di Donzelli. Leardini ha inoltre vinto lo Strega Giovani.
Filomela contro il silenzio
Al centro dell’opera c’è il mito di Tereo, che violenta Filomela e le recide la lingua. La donna racconta l’accaduto ricamandolo su un tessuto, poi si unisce alla sorella Procne nella vendetta contro Iti, figlio di Procne; la vicenda termina con la trasformazione delle due donne in uccelli.
Gallo, anglista alla Sapienza, considera la traduzione la vera metamorfosi del racconto: ogni nuova versione modifica ciò che riceve e ne lascia affiorare aspetti diversi. Il titolo richiama la macchina teatrale di Heiner Müller, ma qui il dispositivo serve a sovrapporre le riscritture senza offrire spiegazioni, fino a rendere visibile ciò che era stato normalizzato.
Un omaggio ad Anne Carson
Dopo l’annuncio del risultato, la poetessa ha ricordato Anne Carson, recentemente insignita del Nobel. Secondo Gallo, la scrittrice canadese riesce a rinnovare le convenzioni della tradizione poetica.
L’omaggio si lega anche al lavoro di Gallo come traduttrice e studiosa: nel 2026 ha firmato la postfazione a “Il genere del suono”, volume in cui Carson segue, da Aristotele a Freud, il modo in cui la cultura maschile ha trattato la voce delle donne come semplice rumore. Gallo ha inoltre tradotto “La terra devastata” di Eliot nel 2021, scegliendo per l’immagine dei materiali pietrosi la parola “rifiuti” invece di “macerie”, così da riportare la poesia verso una dimensione concreta e non soltanto idealizzata.
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