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Cultura 2 min di lettura2 ore fa

Marcello Veneziani pubblica Homo Alien sull’intelligenza artificiale

Il saggio di Marsilio analizza la possibile sostituzione dell’uomo tra tecnologia, perdita dell’umanesimo e timori sul futuro

È arrivato in libreria Homo Alien. La sostituzione dell’umano in nove tappe, il nuovo saggio di Marcello Veneziani pubblicato da Marsilio il 3 novembre.

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Le domande sull’intelligenza artificiale

Nel volume il giornalista e scrittore esamina gli effetti della diffusione dell’intelligenza artificiale e il rapporto sempre più stretto tra tecnologia e capacità umane. L’ipotesi al centro della sua analisi è che uno strumento nato per aumentare l’intelligenza possa finire per prenderne il posto.

Veneziani si interroga quindi sulla possibilità di opporsi alla supremazia della tecnica e ai rischi dell’alienazione. Tra i quesiti proposti nel libro ci sono anche quelli sul significato di una vita concepita come progetto, invece che come una corsa automatica verso la perdita dell’umano.


Nove tappe verso il disumano

Il percorso delineato dall’autore parte dal declino dell’umanesimo e coinvolge cultura, pensiero, religione, storia e civiltà. Sul versante opposto compaiono gli androidi, i mutanti, la bioingegneria e gli strumenti tecnologici di uso quotidiano, a cominciare dal telefonino.

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All’interno di questo processo, il saggio affronta anche la percezione di un pianeta minacciato dall’azione dell’uomo. L’intelligenza artificiale viene così collocata in una trasformazione più ampia, nella quale la sostituzione dell’essere umano si intreccia con quella di Dio e della natura.


Il peso sulle spalle dell’uomo

Nell’introduzione Veneziani descrive la portata del cambiamento con queste parole: «Sulle piccole, fragili spalle dell’uomo grava un peso enorme: è in corso la sostituzione dell’umano, di Dio e della natura». Secondo l’autore, la trasformazione non avrebbe precedenti nella storia e starebbe modificando il destino del mondo senza suscitare una reazione proporzionata.

La conclusione mantiene aperto il dubbio sulla possibilità di fermare questo processo, ma indica una necessità precisa: «Non so se sia possibile, ma so che è necessario». Il libro raccoglie così una riflessione sui limiti della tecnica e sulla capacità dell’uomo di conservare un ruolo autonomo nel futuro.

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