Mantova, sette sale raccontano la natura del Rinascimento
Palazzo Te ospita fino al 10 gennaio 2027 opere, automi e reperti dedicati alla visione cinquecentesca del mondo naturale
A Palazzo Te, a Mantova, è visitabile fino al 10 gennaio 2027 la mostra “Inventare la natura”, dedicata al rapporto tra arte, scienza e mondo naturale nel Rinascimento.
La rassegna è curata da Barbara Furlotti e Guido Rebecchini, con la promozione del Comune di Mantova e della Fondazione Palazzo Te in occasione del Cinquecentenario. L’allestimento è stato progettato da AMDL CIRCLE di Michele Lucchi, mentre Ludovica Niero ha curato la grafica; il catalogo è pubblicato da Marsilio.
L’esposizione è stata aperta al pubblico il 26 settembre e si tiene nelle sale monumentali di Palazzo Te, decorate nel Cinquecento da Giulio Romano. Informazioni e biglietti sono disponibili presso Centro Palazzo Te.
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Arte e natura nel Cinquecento
Il percorso esamina il modo in cui gli artisti e gli studiosi del XVI secolo osservavano, classificavano e rappresentavano la natura. Le opere mostrano il legame tra indagine scientifica, invenzione artistica e strumenti tecnici, in un’epoca segnata dalla curiosità verso piante, animali, fenomeni atmosferici e materiali provenienti da terre lontane.
Non sono esposti soltanto dipinti e disegni. Accanto ai lavori di Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio, Annibale e Agostino Carracci compaiono sculture, ceramiche, reperti esotici, oggetti preziosi, calchi e dispositivi meccanici, provenienti da istituzioni museali italiane ed europee.
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Le opere nelle sale di Palazzo Te
Nella Sala dei Capitani, la sezione “Stupire” riunisce l’Autoritratto in veste di Bacco di Caravaggio e i dipinti di Arcimboldo L’Ortolano e Il Cuoco. Lo stesso ambiente ospita una stanza delle meraviglie con noci di cocco, uova di struzzo, conchiglie nautilus e denti di narvalo, oltre ad altre opere dei Carracci.
La Camera dei Candelabri affronta invece il tema “Conoscere”, attraverso immagini di piante e animali realizzate su tele, disegni e stampe. Nella Camera delle Vittorie, la sezione “Animare” presenta automi e macchine capaci di imitare anche rumori dell’ambiente, tra cui un congegno da caccia chiamato Diana Cacciatrice, un orologio a forma di globo, un apparato a torre e figure meccaniche di struzzo e orso.
Le sette sezioni del percorso
“Creare”, nella Camera degli Stucchi, mette al centro la forza generatrice della natura e accosta la Diana Efesina a reperti appartenenti a diverse collezioni. “Distruggere”, distribuita tra la Camera degli Imperatori e la Camera dei Giganti, riunisce i disegni di Leonardo da Vinci Tempesta e Frana, L’alluvione del Colmeda di Jacopo da Bassano e modelli in terracotta e stucco di Nicolò Tribolo.
Nel Camerino delle Grottesche, “Sorprendere” richiama le grotte con fontane tipiche dei giardini rinascimentali. Sono esposti anche tre piccoli bronzi con un gufo e una fagiana, attribuiti a Giambologna o Bartolomeo Ammannati. La Camera delle Cariatidi ospita infine “Riprodurre”, con bronzi di Andrea Riccio, ceramiche di Bernard Palissy e calchi sperimentali in argento di Wenzel Jamnitzer raffiguranti lucertole, piante e granchi.
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