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Cultura 4 min di lettura2 giorni fa

Le margherite di Frederik: il ritratto che cambia la tradizione

Dopo due anni di lavoro, Cathrine Raben Davidsen ha presentato il dipinto ufficiale di Frederik X: un’opera solenne, ma anche personale, con un dettaglio realizzato dal sovrano

Il nuovo volto di Frederik X nella storia della monarchia danese porta con sé un particolare inatteso: alcune margherite dipinte direttamente dal re. L’opera, realizzata da Cathrine Raben Davidsen nell’arco di circa due anni, è il primo ritratto ufficiale del sovrano dopo l’ascesa al trono e sarà esposta nella Great Hall del castello di Frederiksborg.

Alla cerimonia di presentazione hanno partecipato Frederik e la regina Mary. Dal 28 settembre il pubblico potrà vedere il dipinto e una rassegna dedicata alla sua preparazione, con immagini, schizzi, studi preliminari e un filmato sul lavoro dell’artista.


Un re tra simboli e umanità

La tela mostra Frederik a figura intera, in uniforme e con le decorazioni legate al suo incarico. L’ambientazione naturale e la cura riservata al volto, però, mirano a restituire anche il carattere dell’uomo oltre alla dimensione istituzionale.

Davidsen ha spiegato che il suo obiettivo era tenere insieme le due identità, quella privata e quella pubblica. Per farlo ha lavorato in modo particolare sugli occhi e sulle tonalità del viso, cercando un’espressione capace di suggerire nello stesso momento gentilezza e determinazione. Anche Ulla Tofte, direttrice del museo, ha individuato nello sguardo il tratto più rivelatore: secondo lei comunica forza, calore e una cordialità quasi sorridente.

Il legame personale con l’opera emerge soprattutto nei fiori. Le margherite raffigurate sulla tela richiamano il regno di Margrethe II e sono state dipinte dallo stesso Frederik, che ha così aggiunto un intervento autografo alla propria immagine ufficiale.


La prima donna nella Great Hall

Con questo incarico Cathrine Raben Davidsen ha stabilito anche un primato: è la prima artista donna a dipingere un monarca destinato alla Great Hall di Frederiksborg. Il suo lavoro si inserisce in una tradizione legata ai ritratti del potere, ma introduce una sensibilità contemporanea attraverso una composizione monumentale e un’attenzione marcata alla personalità del soggetto.

Formatasi alla Royal Danish Academy of Fine Arts, con ulteriori studi in Italia e nei Paesi Bassi, Davidsen da oltre 25 anni lavora con pittura, disegno, grafica, ceramica, tessuti e installazioni. Per realizzare il quadro ha incontrato più volte il sovrano nel proprio atelier: Frederik ha posato durante la fase preparatoria e, già nella primavera precedente all’inaugurazione, aveva osservato una versione ancora incompleta del dipinto.

«Per me era importante conoscere Frederik come uomo, ma allo stesso tempo era fondamentale rappresentarlo nel suo ruolo di re», ha raccontato l’artista. La scelta dell’uniforme, delle medaglie e degli altri segni ufficiali è stata quindi accompagnata da un’analisi accurata del volto e dello sguardo.

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Il nuovo quadro accanto ai Glücksburg

Il dipinto è stato collocato vicino alle effigi degli altri sovrani della dinastia Glücksburg, da Christian IX a Margrethe II. L’ingresso nella Gallery of Monarchs lega così il regno di Frederik alla memoria visiva della monarchia danese.

Frederiksborg ospita la National Portrait Gallery della Danimarca, che conserva migliaia di immagini dedicate a monarchi, figure politiche, scienziati, scrittori e artisti. La raccolta principale del Paese si trova qui dal 1812, quando fu avviata da Frederik VI; dopo l’incendio del 1859, il castello venne ricostruito e assunse il ruolo di Museum of National History, senza perdere la sua funzione di sede della collezione nazionale di ritratti.

Tra le opere presenti figurano anche i ritratti di Frederik e Mary realizzati quando erano ancora eredi al trono. Il museo conserva inoltre due sedie ricamate da Margrethe II, che ideò e realizzò personalmente i motivi ispirati ai monogrammi coronati della coppia.


Il modello scelto da Frederik

Prima della presentazione, il re aveva visitato la sala accompagnato da Tore Leifer, responsabile della collezione dei ritratti. In quell’occasione si era soffermato sul dipinto di Margrethe II eseguito da Preben Hornung nel 1985, opera che aveva già commentato in un video diffuso dalla Casa reale danese.

«Il ritratto di mia madre è, a mio avviso, assolutamente fantastico», aveva detto Frederik parlando del quadro. Il sovrano aveva apprezzato soprattutto il modo in cui Hornung aveva reso il volto della regina, combinando autorevolezza e umiltà, e aveva ricordato la stima che Margrethe nutriva per l’artista.

Il nuovo ritratto nasce dunque dentro una continuità dinastica, ma racconta anche il passaggio di Frederik da principe ereditario a re. Da giovane aveva subito una forte attenzione mediatica e aveva parlato delle difficoltà legate alle aspettative sul futuro incarico. Nel 1992, a 24 anni, fu al centro delle cronache dopo una notte al Copenhagen Jazzhouse: viaggiava su una Porsche guidata dalla fidanzata dell’epoca, Malou Aamund, risultata positiva all’alcol e priva di patente. Da quell’episodio nacque il soprannome di «principe turbo».

Una fase diversa della sua immagine pubblica sarebbe arrivata con lo sport. È anche attraverso questa trasformazione personale che l’artista ha scelto di guardare al soggetto: non soltanto il monarca appena entrato nella galleria di Frederiksborg, ma la persona che negli anni ha imparato a convivere con il ruolo.

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