3.000Lettori online ora
Cultura 2 min di lettura3 giorni fa

Kyjiv, la passerella che sfida le bombe: il gesto di Oleksandra

La vittoria di Oleksandra Sakhaudinova riporta in primo piano una nuova generazione di creativi ucraini, tra identità culturale e guerra.

La scelta di continuare a creare, nonostante l’invasione e l’instabilità quotidiana, è il significato più profondo del successo di Oleksandra Sakhaudinova. La sua affermazione alla Ukrainian Fashion Week non elimina le difficoltà con cui lavora la sua generazione, ma mostra come l’arte possa diventare una forma concreta di presenza e di resistenza.


Una collezione per riaccendere l’identità

Il progetto premiato porta il nome “Reclaiming the Light” e nasce dal desiderio di riportare attenzione sull’opera di Kazymyr Malevyč. Attraverso i cinque look presentati in finale, Oleksandra ha trasformato il riferimento all’artista in una riflessione sulla memoria culturale ucraina.

Malevyč, nato a Kyiv nel 1879, fu uno dei protagonisti del Suprematismo, corrente d’avanguardia fondata su geometrie essenziali, forme non figurative e ampie campiture cromatiche. Per molto tempo la sua eredità è stata assorbita prima dalla narrazione dell’Impero Russo e poi da quella sovietica, lasciando in secondo piano il legame con la cultura ucraina. La collezione della designer si presenta così anche come una rivendicazione delle proprie radici.


Il ritorno di una generazione sospesa

Ventinue anni, Oleksandra ha trascorso tre anni in Italia dopo l’inizio dell’invasione russa su larga scala. Il rientro nella scena creativa di Kyjiv coincide con un riconoscimento professionale, ma anche con la decisione di misurarsi di nuovo con la realtà del proprio Paese.

«Se decidi di vivere in Ucraina, devi assumerti la responsabilità delle conseguenze che porta la vita in un Paese che sta resistendo all’invasione», ha affermato la designer mentre attendeva notizie dei suoi abiti. In quel momento la sua collezione era ancora in viaggio e gli attacchi contro la rete logistica rendevano incerta la partecipazione alla sfilata.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La moda riparte tra i rifugi

La finale si è svolta il 6 settembre al Mystetskyi Arsenal di Kyjiv e ha chiuso la Ukrainian Fashion Week. In calendario c’era anche la XXVII edizione di “Look into the Future”, competizione nazionale dedicata ai giovani progettisti, tornata dopo una sospensione durata due anni dall’inizio della guerra di aggressione.

Dodici finalisti, con un’età media vicina ai trent’anni, hanno portato in passerella cinque proposte ciascuno. Il tema “New Forms of Reality” ha raccolto il senso di un presente imprevedibile e la ricerca di codici espressivi adeguati a una condizione eccezionale.

In alcune occasioni gli appuntamenti della settimana della moda sono stati trasferiti negli spazi sotterranei di protezione. Anna Ustenko, organizzatrice del concorso, ha descritto il valore della manifestazione per i nuovi talenti e ha sintetizzato così il rapporto tra creatività e guerra: «Resistiamo attraverso il potere creativo».

Anche la consegna degli abiti di Oleksandra ha raccontato quanto sia fragile la normalità del settore. I cinque outfit sarebbero dovuti arrivare tramite Nova Poshta, il principale servizio postale ucraino, proprio mentre gli attacchi russi colpivano con insistenza la logistica; il materiale è stato recuperato soltanto il giorno della sfilata, permettendo alla designer di salire comunque in passerella.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere